SANITA'

Piove dentro il Civile, secchi al Pronto soccorso

di Nadia De Lazzari

Emergenza anche a Radiologia, in sala d’attesa Tac: «C’è il rischio cadute» L’Usl 3: «Manutenzione continua ma certi problemi sono inevitabili» 

VENEZIA. Pioveva a dirotto dentro l’Ospedale Civile, domenica scorsa. È successo in due punti: nell’area d’ingresso del Pronto soccorso dove sono ubicati gli ambulatori (Info point) e nel reparto di Radiologia, precisamente nella sala d’attesa Tac. «Non è certamente la prima volta che assistiamo a un tale degrado; prima che qualcuno scivoli noi, personale, ci preoccupiamo e rimediamo subito posizionando bidoni e asciugamani. Non si capisce perché l’Azienda ospedaliera non sia ancora intervenuta a sistemare le infiltrazioni d’acqua», ammettono sottovoce alcuni operatori sanitari.

Per raccogliere l’acqua piovana che scende copiosa dal soffitto, ogni volta spuntano stracci e contenitori, esattamente tre secchi nell’Info point vicino al Pronto soccorso e agli ambulatori: un bidone è all’entrata, lato sinistro, un altro è posto al centro e un altro ancora si trova vicino agli ambulatori di Cardiologia.

Questa è una zona di grande affluenza con un continuo passaggio di barelle, carrozzelle e persone a tutte le ore del giorno e della notte. In Radiologia, invece, sebbene l’afflusso sia meno accentuato, vi sono apparecchiature diagnostiche delicate. Il recipiente per contenere l’acqua che gocciola dall'alto è poco distante dalle apparecchiature: è piazzato proprio al centro della piccola sala d’attesa Tac. Il secchio con i teli ostruisce il passaggio delle barelle a sedia portantina. Qui lo spazio è limitato a una sola carrozzella; se arriva un secondo degente deve sostare fuori della saletta. «E noi siamo costretti a fare lo slalom nel pavimento bagnato con il paziente che, talvolta quando c’è un ricovero urgente, è accompagnato da alcuni familiari. C’è il rischio di cadute. Per questo chiediamo all’Azienda di intervenire con solerzia», dice preoccupato un operatore sanitario.

Numerose proteste arrivano anche dai residenti che per vari motivi devono recarsi nel nosocomio veneziano. «È proprio una vergogna che il nostro ospedale si presenti così nel 2018», hanno esclamato alcuni vedendo il personale sistemare teli e secchi. Altri ancora hanno duramente commentato: «I politici e i dirigenti dicono che questo ospedale ristrutturato di recente è un fiore all’occhiello a livello italiano; noi invece ci sentiamo di serie B. Perché politici e dirigenti non fanno un sopralluogo quando piove: vedrebbero il personale che affronta il problema delle infiltrazioni d’acqua meteorica con mezzi di fortuna, dai bidoni, alle lenzuola, ai cartelli con le indicazioni delle zone allagate. Il degrado della struttura è una situazione inaccettabile».

Sul problema interviene la direzione dell’Usl 3 Serenissima: «La manutenzione dell’Ospedale Civile è continua, necessaria per le caratteristiche del complesso, e gli interventi per la risoluzione dei problemi contingenti sono quotidiani: importanti cantieri, negli anni recenti, hanno restituito alla funzionalità l’intero Padiglione Jona e vasti spazi sia nell’area monumentale sia in quella più prettamente sanitari, ma ciò non toglie che in altre aree sia necessario un lavoro di continua verifica e di continua manutenzione. Quanto agli specifici problemi di infiltrazioni, in alcune aree si risolveranno con interventi complessivi sulle coperture, per le quali sono già previsti investimenti di rilevante portata; nel frattempo i problemi contingenti, purtroppo inevitabili per la tipologia complessiva delle strutture, vengono affrontati di volta in volta, con lavori di manutenzione che sono per quanto possibile puntuali e tempestivi, in particolare nelle aree riservate all’utenza».

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