Trova le sue foto in un sito di escort. Scatta la denuncia

di Giovanni Cagnassi

Una bella signora sandonatese si è rivolta a un investigatore privato per scoprire chi abbia usato le sue immagini per attirare clienti in un giro di prostituzione

SAN DONÀ. Si trova protagonista suo malgrado in un sito di escort di lusso e chiede l’intervento della polizia postale per trovare chi l’ha coinvolta in questo giro di prostituzione e immagini hard. Un’avvenente donna di Treviso, di 48 anni, ex commerciante, ha chiesto l’intervento di un investigatore privato che opera nel Sandonatese, Mario Borgia, per scoprire quale organizzazione abbia operato usando le sue immagini sui profili social gettando fango sulla sua persona.

Potrebbe essere una banda che vive tra i confini di Treviso e San Donà, che ha già colpito in altre occasioni solitamente con ragazze giovani che si sono trovate il volto riprodotto su profili “hard” per offerte sessuali a pagamento. Questa volta la signora non è più una ventenne, ma una 48enne di aspetto seducente e intrigante, le forme voluttuose, il viso sensuale almeno quanto il corpo flessuoso. Perfetta per proporre incontri privati, con massaggi e prestazioni sessuali a pagamento. Chi ha usato il suo viso è riuscito anche a trasporlo in un video, subito cancellato.

Fa sesso in chat e viene ricattato


«Il forte sospetto», dice l’investigatore privato con studio nel Sandonatese e anche nel Trevigiano, «è che vi sia una banda specializzata che sta operando con queste truffe ai confini tra Treviso e San Donà, dove altri sarebbero i casi emersi. La prima cosa che abbiamo fatto è stata rivolgersi alla polizia postale che è l’organo competente in questo genere di indagini. Io sto cercando di capire gli intrecci di rapporti di questa signora, anche per comprendere se si tratti di un semplice utilizzo di immagini a scopo di lucro, oppure se vi siano vendette o ritorsioni di tipo personale.

«La cosa importante, e lo ripeto sempre», prosegue, «è presentare una denuncia alle forze di polizia per aprire un fascicolo e dare la possibilità ad agenti e militari di fare il loro lavoro. I giovani è bene che si confidino in famiglia per non smarrirsi in cattive compagnie. Spesso queste organizzazioni sono causa di drammi familiari, screditano persone per bene, distruggono rapporti consolidati, ed è bene che siano fermate. Quest’ultimo caso riguarda una signora di Treviso che si è trovata catapultata in rete in una vesta decisamene scandalosa, oltre che illecita. Ma purtroppo il web è pieno di queste insidie e la tecnologia permette oggi qualsiasi trucco e tragico scherzo con le immagini manipolate».

Era accaduto anche di recente, con una ragazza di San Donà il cui viso incantevole era stato utilizzato per profferte di natura sessuale in un profilo su Facebook. Lei e la famiglia avevano chiesto un risarcimento attraverso l’avvocato Enrico Cancellier di San Donà. Poi un 40enne jesolano, cui era stata perpetrata un’estorsione in un episodio di sexting, scambio di immagini senza veli e con atti sessuali in videocamera. Una straniera gli aveva chiesto 1.500 euro per non postare le due immagini in rete, ma lui è andato dalla polizia.

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