Vicenda Mantovani, niente cassa in deroga

Il destino dei 172 lavoratori sembra segnato: posti di lavoro a rischio. Prossimo incontro il 12 dicembre

Niente cassa in deroga per i 172 dipendenti della Mantovani a rischio del posto di lavoro. Nei fatti l'ammortizzatore sociale non esiste più, essendo stato abolito con il JobS Act e la riforma degli ammortizzatori sociali voluta a suo tempo dal governo Renzi.

Questo il risultato ultimo dell'incontro in Regione che ha visto ieri pomeriggio le parti sociali e la proprietà di Mantovani confrontarsi in sede istituzionale per trovare un accordo in relazione alla pesante dichiarazioni dei esuberi seguita al fallimento all'inizio di novembre della mediazione in seno ministero del Lavoro. Dopo un serrato scambio di opinioni la riunione si è sciolta con la promessa di un nuovo incontro in sede aziendale tra le categorie degli edili di Cgil, Cisl e Uil e proprietà per il prossimo 12 dicembre ma il destino dei 172 lavoratori sembra oramai segnato. «L'assessore Donazzan si è dimostrata estremamente disponibile nei confronti di una situazione che rischia di avere risvolti drammatici proprio alle porte di Natale» dichiara il segretario della Fillea Cgil di Venezia Francesco Andrisani «e tuttavia gli strumenti a disposizione della Regione oramai non esistono più. Cercheremo in tutti i tavoli, che siano istituzionali o meno, di trovare una soluzione a tutela dei lavoratori, dei loro redditi e delle famiglie che queste persone hanno alle spalle. Lasciare a casa senza redditto alcuno 172 padri e madri di Padova e Venezia è un dramma per chi è coinvolto ma pure per territori che hanno subito gravi e pesantissimi depauperamenti per una crisi senza precedenti. Ora che sembra che questa crisi sia finita speriamo in tutti i modi di potere risolvere senza danni una vicenda difficile sia per chi è conivolto in prima persona sia per le comunità di due province importanti del Veneto». Il dramma alla maggiore impresa del Consorzio Nuova Venezia che sta realizzando il Mose, era stato oggetto di una interrogazione di Michele Mognato, deputato Articolo Uno Mdp Venezia.

Riccardo Sandre