Una raccolta di firme per rendere sicuro il passaggio pedonale

di Serenella Bettin

Scaltenigo. Le strisce vicine a una curva, in ottobre un uomo  travolto e ucciso. L’assessore: metteremo un semaforo

MIRANO. I genitori di Scaltenigo alzano gli scudi. Parte la raccolta firme. Ci avevano già pensato nei giorni scorsi, i genitori delle scuole di Scaltenigo, quando per due giorni di fila hanno inscenato una protesta davanti la scuola all’altezza del famigerato passaggio pedonale. Si sono messi in fila e hanno percorso avanti e indietro quel passaggio, per dire «Basta all’insicurezza sulle nostre strade, qui ogni giorno attraversano la strada i nostri figli e questo passaggio è pericoloso». Un passaggio già oggetto di cronaca, soprattutto dopo l’ultimo incidente dove ha perso la vita Alessandro Agnelutto, il 24 ottobre scorso. L’anziano, 72 anni, stava attraversando le strisce pedonali per raggiungere moglie e figlia dall’altra parte della strada. E non ci vuole un genio per capire che quel passaggio pedonale, in prossimità di una curva, è estremamente pericoloso.

I genitori hanno paura. Sono 119 i bambini della scuola elementare che ogni giorno attraversano quel punto critico, a cui si aggiungono circa 70 ragazzi delle scuole medie e i piccoli dell’asilo, tutti accompagnati da mamme, papà, nonni, con un parcheggio che terrà sì e no 50 auto. Anche durante l’ultima riunione del comitato Viabilità Sicura Scaltenigo tanti genitori hanno chiesto interventi urgenti per mettere in sicurezza il passaggio; richieste, però, finite nel dimenticatoio. «Di fronte a delle non risposte», dice un rappresentante di classe della scuola elementare, «e visto che non sono state prese delle posizioni, ora dobbiamo fare qualcosa di diverso. Quando una persona che attraversa sulle strisce muore, è evidente che quel passaggio non va bene. Faremo una raccolta firme per chiedere che venga messo in sicurezza il passaggio pedonale e la estenderemo all’intera via Caltana. Raccogliamo le firme non solo per la scuola, ma anche per la cittadinanza, dobbiamo preservare il diritto della sicurezza delle persone anche per andare a messa la domenica mattina. Quella strada è un crocevia, una zona ad alto attraversamento, non si riesce a frenare. Se si mettesse un rallentatore prima della curva, diminuirebbe la velocità delle auto». «Servono i fatti», tuona il consigliere d’opposizione Giorgio Babato, di “Insieme per il bene comune”, «abbiamo sentito solo parole. Ho chiesto alla conferenza dei servizi di intervenire, la competenza lì è del Comune». «Gli interventi in quel tratto di strada», replica l’assessore Giuseppe Salviato, «sono stati approvati dall’ufficio della Città Metropolitana. Tutto è a norma e omologato. Doteremo i due passaggi pedonali di un semaforo a chiamata».

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