Un intervento al cuore con il paziente non sedato

di Giovanni Cagnassi

L’innovativa tecnologia usata dal dottor Di Pede all’ospedale di San Donà Si tratta della prima operazione di questo genere fatta nel Triveneto

SAN DONÀ. Primo intervento chirurgico nel Triveneto contro l’insufficienza mitralica: è stata curata con un dispositivo miniaturizzato inserito nel cuore passando attraverso una vena, senza sedazione e senza ricorrere all’intervento chirurgico a cuore aperto. Il paziente che ha beneficiato di questa innovativa tecnologia è un settantenne residente nel Veneto orientale. A eseguire l’intervento, perfettamente riuscito, il dottor Francesco Di Pede con la propria equipe di cardiologia all’ospedale di San Donà, con lo stand-by della cardiochirurgia di Mestre. «Si tratta di un dispositivo che permette di restringere la dilatazione dell’anello della valvola mitralica», spiega il dottor Di Pede, «viene inserito nel cuore attraverso una vena del collo, non in sala operatoria, ma in sala di emodinamica, a paziente sveglio, senza ricorrere al classico e sempre efficace intervento chirurgico a cuore aperto. In questo modo si evitano le complicanze legate all’anestesia generale e la necessità di un lungo decorso post-operatorio. Il paziente ora è a casa, sta bene e dovrà sottoporsi a controlli periodici».

L’insufficienza mitralica è una patologia che si manifesta spesso nei pazienti, soprattutto anziani. Si manifesta in presenza di una dilatazione del cuore, la quale ne impedisce il corretto funzionamento. Accade che il flusso di sangue anziché progredire dal ventricolo sinistro verso l’aorta, rientri in parte nell’atrio sinistro causando l’affaticamento del cuore e lo scompenso cardiaco. La conseguenza è la mancanza di respiro e incapacità di condurre le attività quotidiane.

«Questo intervento può essere eseguito in un numero ristretto di pazienti con caratteristiche particolari», precisa il direttore della Cardiologia all’Usl 4, «rappresenta un progresso nella cura di tale patologia e, averlo eseguito per la prima volta nel Triveneto, è motivo di orgoglio per me e per tutta la mia equipe. Un grande merito va alla direzione generale di quest’azienda che ci ha consentito di aggiungere un ulteriore tassello a questa cardiologia, permettendo alla popolazione di usufruire di attività e tecnologie avanzate senza doversi spostare in altri ospedali».

La direzione generale ha seguito l’operazione. «Questa è un’ulteriore conferma che la Cardiologia, e in particolare quella interventistica, è una eccellenza di questa azienda», commenta il direttore generale dell’Usl 4, Carlo Bramezza, «tecnologie, competenze di alto livello, uno staff affiatato e ben organizzato, sono caratteristiche che forniscono grandi benefici agli utenti. I miei complimenti al dottor Di Pede e a tutta la sua equipe».

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