tragedia a sacca sessola 

Sabato a Castello l’ultimo saluto a Fabio

I genitori del diciottenne morto chiedono non fiori ma donazione all’associazione Kayak

Non fiori, ma una donazione all’associazione lagunare Kayak di Sant’Erasmo (Iban IT25C0501812101000011573342). È questa la richiesta della famiglia di Fabio Gasparini, il ragazzo di 18 anni che ha perso la vita venerdì scorso in un terribile incidente in barca nel canale dietro alla Giudecca. I funerali si terranno sabato alle 10.30 nella basilica di San Pietro di Castello, ma il papà Marco, in un post scritto su Facebook, invita parenti, amici e conoscenti, a fare una donazione all’associazione che Fabio frequentava dall’età di 9 anni, l’associazione dilettantistica di kayak di Sant’Erasmo. Sant’Erasmo era una delle isole che il giovane amava di più. Non solo. Qui ci veniva anche per insegnare ai bambini ad andare in kayak e con loro partecipava alle uscite con il gruppo diretto da Patrizia Zanella. «Era un punto di riferimento per tutti», ha detto non appena saputo della tragedia. «Ha passato qui tante giornate felici e si è prodigato a trasmettere la sua passione per la laguna anche ai più piccoli». Ed è stata proprio la laguna che lui amava a portarselo via. L’autopsia non ha riscontrato malori e si pensa che possa essere stata un’onda anomala ad averlo sbattuto fuori dalla barca. Il pm Stefano Buccini sta raccogliendo eventuali filmati del traffico acqueo in quella zona, per verificare se ci possa essere la responsabilità di terzi. Intanto Pietro Tosi, titolare della ditta che l da dieci giorni aveva assunto il ragazzo, è stato inserito nel registro degli indagati. Tutto questo non lenisce il dolore di chi adesso non riesce ancora a capacitarsi di aver perduto Fabio, un ragazzo amante della laguna. (v. m.)