I primari difendono Rianimazione

VENEZIA. Piena solidarietà e sostegno ai colleghi di Anestesia e Rianimazione e una ferma opposizione a chi vorrebbe infamare l’ospedale di Venezia. A prendere posizione sulle accuse mosse dal...

VENEZIA. Piena solidarietà e sostegno ai colleghi di Anestesia e Rianimazione e una ferma opposizione a chi vorrebbe infamare l’ospedale di Venezia. A prendere posizione sulle accuse mosse dal Movimento 5 Stelle alla gestione dell’ospedale Civile e riportate nell’interrogazione presentata in Regione dalla consigliera Patrizia Bartelle e dal deputato Emanuele Cozzolino, sono compatti tutti i primari dell’Ospedale Civile di Venezia, oltre al direttore dell’Ospedale.

«I direttori delle Unità Operative dell’Ospedale Civile di Venezia, mentre esprimono la loro totale solidarietà ai Colleghi della UOC di Anestesia e Rianimazione, respingono con fermezza le insinuazione fatte pubblicamente e si oppongo al tentativo di gettare un’infamante aura di mediocrità non solo su tale Reparto ma su tutta la Struttura Ospedaliera di Venezia», si legge in una lettera. «L’allusione a trattamenti non adeguati è priva di oggettivo fondamento, inaccettabile e altamente lesiva dell’immagine degli operatori impegnati a garantire il più elevato livello di assistenza ai cittadini. Nello specifico, l’istituzione della “recovery room risponde ai più moderni canoni di medicina postoperatoria, tant’è che la sua presenza in ospedale è tra i criteri richiesti per l’accreditamento. Il fatto di avere questa struttura dovrebbe essere motivo di vanto e non di insinuazioni tanto pesanti quanto inconsistenti». I direttori entrano nel merito: «La segnalazione di presunti trattamenti messi in atto senza una corretta indicazione non solo ferisce e lede chi opera in ospedale, ma crea incertezza e disorientamento nei pazienti, suscitando inevitabilmente una sensazione di sfiducia. Il grave danno d’immagine si è avuto ad opera di un presunto “medico dell'equipe” il quale ha diffuso notizie che sono poi divenute oggetto di strumentalizzazione politico-sindacale becera e vile». Proseguono: «Si ritiene indegno che per avere l’attenzione dei media ci siano persone che, senza alcun scrupolo, arrivino a strumentalizzare la salute, mettendo a rischio il senso di sicurezza sanitaria della cittadinanza».

I medici ribadiscono la stima per l’operato di Carlo Maggiolo e del reparto. «Queste voci diffamatorie non intaccano il senso di dovere da parte del personale medico e infermieristico».