Appartamenti all’ex Orto botanico

di Enrico Tantucci

Accordo tra la società Utah Spv e la San Giobbe srl, riprende quota il vecchio progetto di un nuovo complesso residenziale

Qualcosa si muove per l’area ex Enel di San Giobbe, ormai da molti anni un monumento permanente al degrado e alla desolazione e già storico Regio Orto botanico cittadino in epoca ottocentesca. Quindi destinato a fabbrica di siluri, prima dell’arrivo della società elettrica che vi aveva realizzato impianti sportivi per i suoi dipendenti – adiacente all’omonima chiesa, a due passi dalla Stazione ferroviaria di Santa Lucia e dal polo universitario di Economia di Ca’ Foscari. Un’area enorme, che doveva essere di fatto restituita alla città con la realizzazione nella zona di un complesso immobiliare di 130 appartamenti – di cui il 10 per cento da destinare all’edilizia residenziale pubblica – con un parco pubblico e un edificio da riservare al Comune per ospitare, nelle intenzioni, una scuola.

Ma nulla di questo è avvenuto, e quest’area un tempo magnifica e ricca di essenze, che ospitava anche il centro sportivo del dopolavoro dell’Enel, con campi da tennis e da calcetto, era ormai usata solo come discarica e come rifugio temporaneo di sbandati. Nell’ultimo anno è però fallita la società San Giobbe srl – che faceva capo all’imprenditore calabrese Giuseppe Malaspina, con qualche guaio con la giustizia – e a cui l’Enel aveva venduto l’ex Orto Botanico, per circa 30 milioni di euro. E quasi in contemporanea Malaspina aveva anche acquisito per oltre 33 milioni di euro l’hotel 5 stelle Ca’ Sagredo, con un’altra sua società, la Gimal. Per i debiti accumulati è scattato però il fallimento del gruppo Malaspina e un’altra società la Utah Spv srl ne ha ora rilevato i debiti e ha già chiuso un accordo con il Comune di Venezia per saldare circa un milione e 200 mila euro a Ca’ Farsetti per imposte locali non pagate, evitando così all’Amministrazione la strada più complicata del concordato fallimentare. L’accordo raggiunto a suo tempo da Malaspina anche con il Comune per consentire il cambio di destinazione d’uso ai fini residenziali, era però legato alla realizzazione del progetto di nuova edificazione elaborato da un gruppo di architetti (De Poli, Marangon e Baldo), che prevedeva anche il mantenimento dell’area verde esistente, creando anche un bar-ristorante riservato ai cittadini. Prevista la realizzazione di circa 140 appartamenti, che avrebbe dovuto contribuire a rivitalizzare questa parte di città. Un progetto rimasto solo nella carta, perché la bonifica realizzata sei anni fa, ha di fatto distrutto ciò che rimaneva dell’originale impianto a verde, oltre a demolire il centro sportivo. Ora, però, con i nuovi proprietari dell’area ex Enel qualcosa sembra cambiare, visto che dopo molti anni tutta l’area verde dell’ex Orto Botanico è stata ripulita dalla sterpaglia e l’erba tagliata.

Nel frattempo questa zona è nuovamente diventata strategica all’interno della città, visto che vicino ad essa è sorto il nuovo Ponte delle Vacche destinato a collegare direttamente il polo di San Giobbe alla Stazione ferroviaria.

Si tratta di capire se ora verrà finalmente realizzato il progetto di nuove residenze nell’area, visto che il Comune aveva fissato condizioni vincolanti per il suo riuso.

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