«Abbiamo già sprecato 1,6 milioni»

di Marta Artico

Il direttore generale dell’azienda Giampaolo Zucchi: non siamo avventurieri, siamo pronti a partire a fine 2018

MESTRE. «Non siamo avventurieri ma industriali che fanno progetti e li portano avanti e se decidiamo di prendere una strada la ponderiamo bene: non ci piacciono le critiche continue e senza giustificazioni, non gettiamo all’aria 18 milioni di euro – che sono quelli già spesi di un investimento che ne prevede 25 milioni – solo perché qualcuno dice “non mi piace” senza una motivazione tecnica». Giampaolo Zucchi, direttore generale di Socogas, ieri mattina dalle sede di Confindustria Venezia, in territorio più neutro rispetto a Chioggia, ha preso la parola per spiegare le ragioni del contestato deposito Gpl nonché la correttezza dell’iter. Con lui Dario Soria, direttore di Assocostieri (associazione nazionale depositi costieri olii minerali) e l’avvocato Massimo Rutigliano. Il 10 maggio il Tar si esprimerà in merito a tre ricorsi nei confronti di atti amministrativi (due presentati dalla Socogas, uno dal Comune di Chioggia).

«Tutti i giorni se ne sentono di nuove», ha esordito, «si parla senza conoscere cosa sta accadendo ma rifacendosi a sensazioni personali che non coincidono con la verità». «Per questo», fa provocatoriamente sapere, «se qualcuno si presenta con 18 milioni di euro, gli do le chiavi prendo la mia valigetta e me ne vado». La tensione, insomma, è alta. «Lavorare sotto pressione», si sfoga, «non fa bene a nessuno». Un incontro con la stampa per spiegare la bontà del progetto, le autorizzazioni in mano, i costi, le opportunità e il denaro che finora è stato gettato al vento per via di ritardi, stop and go, cause pendenti e che ammonta a ben 1, 6 milioni di euro.

Fase avanzata dell’opera. «Non siamo i mordi e fuggi, abbiamo 237 dipendenti e 340 famiglie che vivono delle scelte che facciamo». Prosegue: «L’obiettivo del deposito, dal momento che si è sentito dire che volevamo soddisfare il fabbisogno dell’Europa, è coprire il 10 per cento del mercato, quindi una struttura strategica, che apre un nuovo ponte verso l’approvvigionamento, ma limitata al Nordest e l’Alto Adriatico che è carente». Il movimentato di Chioggia è pari a 80 treni, 1.600 vagoni in meno che andranno risparmiati. Un fine duplice: «Eliminare i treni e avere una porta diversa sull’approvvigionamento».

Investimento e spese. Il deposito equivale a un investimento di 25 milioni di euro, sono previste 80 mila tonnellate di transito, che tradotto significa 2/3 navi al mese. «Per noi tutto quello che è sicurezza e mantenimento in esercizio del deposito è fondamentale».

Nel 2018 si parte. Ad oggi, è stato spiegato ieri, il cantiere procede ed è in fase avanzata, il 70 per cento degli investimenti è stato speso e se tutto va bene, entro la fine del 2018 l’impianto potrebbe essere avviato e in moto.

Basta terrore. «Questo è quello che vogliamo realizzare», prosegue Zucchi, «noi ci crediamo, per noi è un investimento industriale e non è una speculazione, ci da fastidio questo clima scorretto di terrore e polemica che si è creato attorno al progetto, perché fa lavorare tutti in uno stato di tensione e non in maniera costruttiva, ed è un fuggire dal nulla: ci fossero problemi tecnici siamo a disposizione. Ma qualcuno dice “non mi piace” punto. Questa è un’opportunità, forse l’unica opportunità reale per il porto di Chioggia». E ancora: «Non ci piace questo sistema di critiche continue senza giustificazione, su questi 18 milioni di euro fanno affidamento tutti, non li buttiamo perché qualcuno sostiene di volere qualche cosa di diverso ma non sa cosa sia». Poi la provocazione: «Se ci fosse chi vuole venire e paga 18 milioni di euro, io vado a casa con la mia valigetta, ne sarei ben contento».

Costi inutili. Socogas quantifica anche la perdita in termini di euro dei tanti “no” inanellati. «Tutta questa polemica inutile, che sembra di stare al bar il giorno dopo dell’eliminazione dai mondiali dell’Italia, ci è già costata 1,6 milioni di euro, che non è poco». Tra cause, ritardi, fermo dei cantieri, sequestri e dissequestri.

Attività croceristica. L’Associazione nazionale depositi costieri olii minerali, Assocostiere, ha testimoniato che non c’è alcun tipo di incompatibilità tra Gpl e attività croceristica. Non solo, ha precisato anche l’importanza di avere una logistica indipendente che riesca a far abbassare i prezzi. «Crediamo nel Gpl e nei depositi come quello di Costa Bioenergie perché in futuro rappresentano una tipologia di settore che tra i combustibili alternativi ha un posto di rilievo, perché abbassa le emissioni dei trasporti». Non solo: «Oltre a essere ambientalmente friendly, gli investimenti in depositi Gpl sono per legge infrastrutture strategiche, assoggettati a un processo autorizzativo articolato».

Chi ha speculato pagherà. L’avvocato Massimo Rutigliano, ha fatto il punto sul decreto ministeriale, che costituisce autorizzazione unica, spiegando che c’è «chi specula politicamente creando paura e allarmismi sulla pancia della gente solo per far lievitare il consenso». Aggiunge: «Chi continua ad accusare gli altri di irregolarità dovrà rispondere patrimonialmente nelle sedi opportune». È ora di smetterla, dunque, con la diffamazione di chi cerca di lavorare con i permessi che ha ottenuto.

Secondo accesso. Una precisazione dell’avvocato anche sul secondo accesso. «Anche in questo caso si fa leva su tensioni e disinformazione, dimenticando che è stato autorizzato dal decreto ministeriale, ma evidentemente non fa comodo informare correttamente a chi vuole speculare».

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