Mestre, linea dura: patenti ritirate ai consumatori di droga

Una decina di casi. Il comandante Agostini: «Applichiamo il Testo unico sugli stupefacenti»

MESTRE. «Abbiamo iniziato a colpire non solo gli spacciatori», ha spiegato lunedì in commissione comunale il comandante dei vigili urbani Marco Agostini, «ma anche i consumatori, togliendo loro la patente. Questo è un grande deterrente per chi acquista a Venezia perché sa che può andargli molto male ed è portato a cambiare posto».

La linea dura della polizia municipale veneziana contro lo spaccio di droga a Mestre, piazza diventata un punto di riferimento anche per i consumatori di fuori provincia, passa non solo per controlli e sequestri a raffica ma anche per forme nuove di dissuasione per ridurre la platea dei consumatori.

Droga, la lotta comincia dai social network


Non tanto i consumatori storici e noti alle forze dell’ordine che spesso l’auto manco ce l’hanno, spiega Marco Agostini. L’azione è mirata contro i “colletti bianchi” che acquistano droga per assicurarsi lo sballo del fine settimana. Finora sono una decina le patenti ritirate con questi presupposti.

I consumatori di droghe che hanno come punto di riferimento Mestre sono molti e tra loro ci sono anche insospettabili professionisti: commercialisti, agenti di commercio, bancari. Per fare qualche esempio. Le professioni sono le più varie.

La polizia locale sfrutta ora la possibilità concessa dal Testo unico sulla droga che all’articolo 75 prevede la sospensione della patente di guida (nonché del certificato di abilitazione professionale per la guida di motoveicoli e del certificato di idoneità alla guida di ciclomotori o divieto di conseguirli per un periodo fino a tre anni) a quanti vengono sorpresi ad acquistare droga. Nella pratica, quando gli agenti della polizia locale effettuano i loro controlli in città e notano persone intente ad acquistare una dose di droga da uno spacciatore, li seguono e poi li fermano. Quelli trovati a bordo della loro auto privata, si vedono adesso applicata la misura della sospensione per 30 giorni della patente di guida oltre alla segnalazione alla Prefettura come consumatori di droghe. La pratica poi finisce sul tavolo del Prefetto che valuta se restituire la patente dopo 30 giorni oppure inviare la persona colpita dal provvedimento alla revisione della patente. L’obiettivo di questa azione è evidente: mettere in guardia i consumatori che arrivano a Mestre, perché il rischio di perdere, per un controllo, la patente è un problema per quei consumatori che lavorano e se perdono l’uso dell’auto rischiano di essere penalizzati nella vita privata e soprattutto nel lavoro. La norma del Testo unico prevede anche altre azioni, come la sospensione della licenza di porto d'armi o divieto di conseguirla; e la sospensione del passaporto e di ogni altro documento equipollente o divieto di conseguirli; infine, la sospensione del permesso di soggiorno per motivi di turismo o divieto di conseguirlo se cittadino extracomunitario. (m.ch.)