Flash-Mob

Venezia, protesta degli studenti contro i soldi stanziati per i presepi

di Eugenio Pendolini

Nel mirino c'è l'iniziativa promossa da alcuni consiglieri regionali per incentivare gli allestimenti dei presepi nelle scuole

Venezia, protesta studentesca contro i fondi per i presepi

VENEZIA. Un presepe vivente si è materializzato questo pomeriggio sotto il palazzo della Regione Veneto in fondamenta Santa Lucia. Preparativi del Natale ormai alle porte? Tutt'altro. È il flash mob "irriverente" con cui la Rete degli studenti medi di Venezia Mestre ha espresso dissenso verso la recente mozione approvata dal Consiglio regionale che destina una parte dei fondi dell'istruzione alla relizzazione dei presepi negli istituti veneziani. "Ai presepi non servono fondi, alle scuole sì", recitava uno dei cartelli esposti. Gli studenti hanno richiamato il principio di laicità della scuola pubblica, sottolineando l'urgenza di investire più soldi nell'edilizia scolastica. "La vera priorità", hanno spiegato gli studenti, "sono le scuole che cadono a pezzi, non i presepi".

Nel mirino degli studenti l'iniziativa promossa dai consiglieri Andrea Bassi e Stefano Casali di Centro Destra Veneto – Autonomia e Libertà. Obiettivo della loro mozione, la numero 285, firmata dagli stessi Bassi e Casali, con l’aggiunta del consigliere Barbisan, è la richiesta al governatore Zaia e alla giunta regionale di sollecitare dirigenti scolastici ed istituzioni ad allestire il presepe nelle scuole sotto Natale.

Una risposta, dicono i firmatari, a quei dubbi sollevati in alcune scuole con altissima presenza di bambini in prevalenza appartenenti a culture diverse. “Il crocefisso e il presepe sono simboli dei valori culturali e civili, prima che religiosi, su cui si fonda la nostra società – avevano spiegato Bassi e Casali – negarli significherebbe scardinare la nostra civiltà e aprire le porte ad altre culture che si basano su principi diversi dai nostri".