Il sopralluogo per l'amianto? A problema finito

«Polveri dal cantiere». Ma le verifiche del Comune arrivano due mesi dopo a  lavori già conclusi

MESTRE. «Non è stata riscontrata alcuna presenza delle problematiche segnalate». Una frase che suona come una beffa agli occhi dei destinatari della lettera firmata dal comandante generale dei vigili urbani, Marco Agostini. «Ci credo che non hanno trovato nulla», spiega Alberto Furlan, «hanno fatto il controllo due mesi dopo la nostra segnalazione».

Era stato lui infatti, lo scorso 29 agosto, insieme ad alcuni suoi vicini di casa in via Aleardi, a scrivere ai vigili urbani per segnalare il problema. Il cantiere per la demolizione dell’ex sede dell’Agenzia delle Entrate - sul cui sedime sta oggi nascendo il raddoppio dell’ostello AO - infatti provocava un sacco di polvere, e tra i residenti c’era il timore che in quella struttura così vecchia ci potessero essere anche delle finiture in amianto. Per questo, presa carta e penna, avevano segnalato il problema al corpo di polizia locale, chiedendo un sopralluogo e soprattutto misure per mitigare i disagi, misure in parte prese bagnando la strada così da impedire che la polvere si alzasse.

I residenti, le cui proteste sono durare per tutta l’estate, hanno quindi atteso il sopralluogo e la risposta dei vigili, senza però avere più notizie.

La risposta, nella buca della lettere di Furlan, è arrivata pochi giorni fa. «In riferimento alla segnalazione del 26 agosto», vi si legge, «concernente la segnalazione per la presenza di polveri prodotte dalle attività dei cantieri presenti in via Ca’ Marcello che raggiungono la sua abitazione, la informo che questo comando ha proceduto ad effettuare la necessaria attività di controllo»

. Verifiche che, come accertato il 30 ottobre, non hanno «riscontrato alcune presenza delle problematiche segnalate». Anche perché il 30 ottobre l’ex sede dell’Agenzia delle Entrate era già stata demolita, e al suo posto stava già prendendo forma il cantiere per la costruzione della nuova ala dell’ostello. «Come si può reagire a questa risposta? Siamo disarmati», racconta Furlan, «perché è chiaro che l’amministrazione non è riuscita a dare in tempi utili una risposta. Per noi, che viviamo in contesto già difficile per la presenza dello spaccio, un’ulteriore beffa». (f.fur.)