Babbo Natale da 29 anni tra i malati in ospedale a Venezia

di Simone Bianchi

Riccardo Povoleri trascorre la mattina del 25 nei reparti per portare dolci e sorrisi «Esperienza che riempie il cuore». Via alla raccolta di caramelle tra i negozianti

VENEZIA. Donare una caramella e un sorriso ai malati, ormai per Riccardo Povoleri è diventata una missione. E anche quest’anno, il 25 dicembre, farà visita ai tanti pazienti dell’Ospedale dell’Angelo vestito da Babbo Natale con una cesta carica di dolciumi. Nella vita di tutti i giorni, Povoleri, 46 anni di Mestre, lavora alla mensa del Petrolchimico. Il suo è un cuore grande, e lo dimostra da oltre trent’anni. «Ero ancora minorenne quando iniziai a fare il Babbo Natale per le famiglie», racconta il protagonista di questa iniziativa benefica, «Mi offrivo per fare visita nelle case vestito di tutto punto e con la barba bianca per fare gli auguri e regalare un momento in più di gioia ai bambini. Poi, come ho sempre detto, l’offerta nel caso era libera, e così iniziai anche a guadagnare qualche soldo. Ma con il passare del tempo è sempre rimasta una cosa bella che mi piaceva fare la mattina di Natale, e dal 1988 ho iniziato a raccogliere caramelle e cioccolatini dai rivenditori della città per portarli ai malati dei reparti prima all’Umberto I e ora anche all’Angelo».

Da una settimana Riccardo Povoleri ha iniziato il suo consueto giro per negozi: non per fare acquisti, bensì per raccogliere dolciumi da portare in ospedale il 25 dicembre. «Ormai sono conosciuto e apprezzato per questo», assicura Povoleri, «Ho già fatto il giro di alcuni negozi specializzati, supermercati e pasticcerie a Venezia. Poi sono andato a Mogliano e ovviamente passerò a Mestre ma anche a Preganziol. In tanti mi aspettano per donare un po’ di caramelle». La solidarietà è tanta. C’è chi regala anche 3-4 chili di dolciumi alla volta, chi magari un po’ di meno, ma comunque partecipa. «A tutti questi commercianti va il mio grazie», aggiunge, «perché vedere il sorriso di una persona ricoverata in ospedale, magari lasciata sola dai parenti il giorno di Natale, è qualcosa di impagabile, ti riempie il cuore e sai che hai fatto la cosa giusta. Una stretta di mano, una carezza o anche solo una parola, in un momento come quello vuol dire moltissimo. Non mi pesa trascorrere così la mattina di Natale, tanto per festeggiare poi mi rimane la sera con la mia fidanzata e il resto della famiglia. Ad accompagnarmi ci saranno, in borghese però, anche gli amici Lorenzo Barzan, Alessandro De Rossi e Diego Vio, poi vedremo se si aggiungerà anche qualcun altro. Di sicuro sarà bello e divertente anche il prossimo Natale. Di caramelle ne ho già raccolte oltre venti chili, e ci sono anche cioccolatini, ma punto a fare come lo scorso anno, quando ne recuperai 47 chili. Poi vedremo se riuscirò a tornare a Carnevale anche alla Città della Speranza di Padova. Lo scorso inverno è stato molto toccante passare anche da loro».

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