Muore a 56 anni su un’impalcatura

di Ilaria Purassanta

Giorgio Maccorin, di Annone, si è accasciato mentre stava lavorando alla ristrutturazione di un tetto a Fontanafredda 

FONTANAFREDDA. Giorgio Maccorin si è accasciato ieri mattina sull’assito del ponteggio, al terzo livello dell’impalcatura. Il suo cuore si è fermato a 56 anni. Maccorin, operaio di Annone Veneto, stava lavorando con i colleghi della ditta Biscontin di Porcia alla ristrutturazione del tetto in legno del ristorante New Punjab in via Pontebbana a Fontanafredda.

I colleghi l’hanno visto riverso sulle assi di legno e subito l’hanno soccorso, chiamando nel contempo il 118. Grazie all’autoscala, messa a disposizione dai vigili del fuoco di Pordenone, intervenuti anche con un secondo mezzo, l’équipe medica è riuscita a salire sull’impalcatura e a prestare i primi soccorsi all’uomo.

Poi, con tutte le cautele del caso, le manovre di rianimazione sono proseguite fino a terra. A lungo i medici di elisoccorso Friuli Venezia Giulia hanno cercato di stabilizzare il paziente. Macorin ha subito un arresto cardiaco. Purtroppo non ha più aperto gli occhi.

L’elicottero ha trasportato il 56enne all’ospedale di Pordenone in codice rosso. Non c’è stato nulla da fare. Vane anche le lunghe manovre di rianimazione praticate dal personale medico. Giorgio Maccorin è deceduto poco dopo in ospedale.

I carabinieri della stazione di Fontanafredda, agli ordini del comandante Gaetano Romano, hanno appurato che si è trattato di un malore, non riconducibile in alcun modo con l’attività lavorativa.

Non ci sono stati provvedimenti nemmeno da parte dello Psal, il servizio dell’Aas 5 che si occupa di indagare sulla sicurezza dei luoghi di lavoro. L’impresa Biscontin, che si occupa di costruzioni civili e industriali, stava realizzando una nuova copertura in legno all’edificio. I lavori erano stati autorizzati con Scia (segnalazione certificata d’inizio attività) dello scorso 8 agosto. La segnalazione certificata di inizio attività è la dichiarazione che consente alle imprese di iniziare, modificare o cessare un’attività produttiva (artigianale, commerciale, industriale), senza dover più attendere i tempi e l’esecuzione di verifiche e controlli preliminari da parte degli enti competenti.

Giorgio Maccorin era una gran lavoratore, ad Annone lo ricordano tutti come una persona stimata e per bene. Da piccolo aveva vissuto in Francia, dove la sua famiglia si era trasferita in cerca di fortuna. Poi, insieme ai genitori e ai fratelli, aveva fatto ritorno nel Veneto Orientale. È stato un lagunare. Sposato e con una figlia che di professione è architetto, Giorgio Maccorin aveva vissuto con la famiglia in Friuli, per poi tornare a trasferirsi qualche anno fa ad Annone per stare vicino agli anziani genitori. Sembra non gli mancasse molto tempo alla pensione.

Purtroppo il destino ha voluto che la sua vita terminasse su un cantiere nel Poredenonese.

(ha collaborato

Giovanni Monforte)

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