Mirano, muore dopo l’operazione al cuore: 11 indagati

di Giovanni Cagnassi e Rubina Bon

Antonio Panteca era stato sottoposto a un intervento in Cardiochirurgia a Mirano. Équipe sotto accusa, disposta l’autopsia

MIRANO. Undici persone tra medici, infermieri e anestesisti in servizio nel reparto di Cardiochirurgia dell’ospedale di Mirano, iscritte nel registro degli indagati in seguito alla morte di un paziente vicentino 77enne, Antonio Panteca, sopraggiunta lunedì 27, dopo che l’anziano era stato sottoposto a un intervento chirurgico di routine al cuore che era stato addirittura ripreso proprio perché la Cardiochirurgia di Mirano è un reparto d’eccellenza.

A segnalare il decesso alla Procura della Repubblica di Venezia è stata la stessa Usl 3 Serenissima. La pubblico ministero di turno, Rosa Gaetana Liistro, ricevuta l’annotazione dell’azienda sanitaria, ha disposto che sulla salma dell’anziano venga effettuata l’autopsia. L’incarico verrà conferito lunedì al medico legale Antonello Cirnelli, che eseguirà l’esame in giornata. Le 11 persone sono state iscritte nel registro degli indagati a loro stessa tutela poiché potranno nominare propri consulenti che parteciperanno all’esame autoptico.

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Antonio Panteca era stato sottoposto a un delicato intervento all’atrio sinistro per l’inserimento di una protesi: una operazione considerata di routine, pur con tutti i rischi del caso legati anche all’età del paziente. Poi era stato trasferito in Rianimazione per la fase post operatoria. Secondo quanto appreso, il settantenne è deceduto - non nell’immediatezza dell’intervento - in seguito a una ischemia cerebrale.

L’autopsia dovrà chiarire se la causa della morte sia collegata direttamente all’intervento e se vi sia stata negligenza o imperizia del personale sanitario durante l’intervento cardiochirurgico.

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«Si trattava di un paziente con una storia clinica complessa, recentemente trattato dalla équipe cardiologica di Mirano in quanto non era in grado di tollerare una terapia farmacologica anticoagulante, per escludere la formazione di una trombosi, condizione che sarebbe stata fatale per il paziente stesso», ha spiegato l’Usl in una nota, «Il paziente, successivamente, è deceduto per una complicanza improvvisa: l’Azienda Usl 3 Serenissima, per accertare i fatti e per trasparenza sull’accaduto, ha segnalato il caso alla Procura».