Cento migranti al vaglio degli psicologi

di Carlo Mion

Cona. La prefettura: i più provati potranno presto lasciare l’ex base militare. Concluso ieri il primo trasferimento a Jesolo

CONA. La vita del Prefetto, quando tenta di sistemare i profughi, non è facile. Anzi. Mentre si sono calmate le acque a Conetta, dopo dieci giorni passati tra profughi in fuga, proteste varie in Riviera del Brenta, a Padova e il Miranese, ora iniziano le complicazioni per il Prefetto Carlo Boffi per sistemare i cento richiedenti asilo che usciranno dalla ex base.

Ieri sono stati spostati i primi dodici. Mentre in serata altri cinque erano in partenza. Questi con destinazione Jesolo, nella sede della Croce Rossa e sono l’avvisaglia di un altro gruppo di otto che finiranno nella struttura di via Levantina. Questi nuovi arrivi hanno fatto dire al sindaco di Jesolo Valerio Zoggia che ora lui, in consiglio Comunale, porterà la richiesta da mettere ai voti di far rispettare il rapporto 2.5 profughi ogni 1000 abitanti. Rapporto stabilito dall’accordo enti locali, Anci e Ministero dell’Interno lo scorso anno. In questo modo Zoggia è convinto di poter ridurre il numero di ospiti presenti all’interno della struttura della Cri.

Ieri sono iniziate le visite mediche svolte da due psichiatri messi a disposizione dell’Usl 3 e dalla Regione per verificare le condizioni psicofisiche di un gruppo di ospiti. La lista è stata consegnata ai due specialisti che dovranno valutare la compatibilità della permanenza nel centro di una cinquantina di stranieri che mostrano segni di cedimento psichico. È previsto che le visite termineranno entro la settimana.

Chi, in base al giudizio dei due psichiatri, è provato fisicamente dalla permanenza nella struttura sarà inserito nella lista dei cento che saranno spostati in strutture più piccole. Queste visite rallentano i trasferimenti. Infatti la Prefettura vuole conoscere esattamente il numero di persone “provate” dalla permanenza per completare l’elenco di coloro che escono. I criteri scelti per la compilazione dell’elenco delle persone da fare uscire sono infatti quello delle condizioni psicofisiche e quello dell’anzianità di permanenza.

Tenendo presente le visite lo spostamento dei cento stranieri avverrà quindi in una decina di giorni. Sempre che non sorgano altri intoppi. La Prefettura ieri ha confermato che il Ministero dell’Interno non terrà conto della fuga, e quindi della non presenza per più di due giorni nella ex base, dei 51 migranti usciti lunedì della scorsa settimana e che per cinque giorni hanno vagato tra le provincie di Venezia e Padova e poi, venerdì sera, sono rientrati a Conetta. Rischiavano di perdere il diritto all’ospitalità.

Per il momento l’appello dei tre parlamentari di Mdp, che la scorsa settimana hanno visitato la struttura, con il quale invitavano i sindaci del territorio a ospitare profughi, non ha sortito effetto. I cento che usciranno saranno distribuiti in tutte le provincie del Veneto, tranne che in quella di Treviso.

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