Via 13 profughi con destinazione Jesolo

di Carlo Mion

Continua a svuotarsi la base di Conetta dopo la rivolta. Gli psicologi dell’Usl 3 valuteranno le situazioni più difficili 

CONA. I primi tredici profughi, dei cento che saranno trasferiti nei prossimi giorni, escono dalla ex base militare oggi. Sono destinati alla struttura della Croce Rossa Italiana di Jesolo. Dal centro da cui si sono allontanati altrettanti mercoledì della scorsa settimana e dopo due giorni trascorsi all’addiaccio.

La protesta dei migranti, il prefetto: "Se tornate a Cona, 100 partiranno subito". I rifugiati: "Mai più lì, è un magazzino umano"

Tempi. Tra oggi e domani, inoltre inizieranno i colloqui di uno psicologo messo a disposizione dall’Usl 3, con i migranti che hanno evidenziato il maggior disagio psicofisico dovuto alla permanenza all’interno del centro. Inizia così la messa in pratica del piano proposto dal Prefetto Carlo Boffi, per convincere i 56 migranti usciti dalla base lunedì della scorsa settimana, a rientrare nel campo. Migranti ritornati a Conetta solo perché venerdì Boffi, dopo cinque giorni di trattative senza esito, ha scelto una linea meno morbida e ha firmato i decreti di revoca del diritto di ospitalità nella struttura. Primo step dell’uscita dal percorso da seguire per poter accedere alla richiesta dello status di rifugiato. Come dire che a breve sarebbero diventati dei clandestini.

Trasferimenti. Per convincere i profughi della seconda fuga a ritornare nel centro, il prefetto aveva messo sul tavolo della trattativa lo spostamento in strutture più piccole di 100 ospiti, E questo nel giro di pochi giorni. Profughi spostati secondo il criterio di anzianità. I “fuggitivi” pretendevano che tutti loro fossero inseriti nella lista dei 100. Richiesta respinta, Ora escono i primi 13 portati a Jesolo. Oggi, inoltre, il prefetto invierà la comunicazione degli altri spostamenti ai colleghi delle provincie dove sono destinati i rimanenti 87 da spostare. Solo oggi si saprà se qualche provincia resterà fuori dalla ripartizione.

Visite psicologiche.A proporre, per primo, il criterio di inserire tra chi deve uscire coloro che maggiormente sono provati dalla permanenza nel campo è stato il sindaco di Cona Alberto Panfilio. Il primo cittadino aveva tentato, giovedì, una mediazione tra le parti, poi fallita. Ora gli psicologi messi a disposizione dall’Usl 3 verificheranno le condizioni di addattabilità alla permanenza nel campo di un gruppo di migranti. I più provati saranno inseriti tra i cento in uscita. Oltre a non rendere attuativi i decreti di fine diritto all’ospitalità il prefetto aveva promesso di creare una commissione che settimanalmente verificherà l’attuazione, in tutti i suoi aspetti, delle clausole stabilite dal bando di gara per l’assegnazione della gestione del centro alla cooperativa Edeco. Anche questa proposta dal sindaco Panfilio. Sono i primi timidi segnali che si va verso la chiusura della ex base di Conetta.

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