Mr Ching Kwong vuole Palazzo Poerio

di Roberta De Rossi

L’imprenditore di Singapore ha presentato una proposta irrevocabile per 10,8 milioni. Possiede già la residenza Donà

È della Grandeur Oxley Srl la proposta irrevocabile per l’acquisto di Palazzo Poerio Papadopoli, per 10, 8 milioni di euro, che il Comune ha in mano dal 23 ottobre. La stessa cifra della base d’asta del bando che Ca’Farsetti ha subito lanciato – con scadenza 15 dicembre – anche se nel piano delle alienazioni sul sito del Comune il valore del palazzo è di 14 milioni (punti sui quali la consigliera pd Monica Sambo ha chiesto un accesso agli atti, ancora senza risposta). Nel corso del 2017 altri tre gruppi hanno visitato il palazzo, ma certo un mese di tempo sembra un lasso assai breve per raccogliere nuove proposte. In ogni caso, la macchina della vendita è in moto, anche se resta un problema logistico da risolvere: ci vorrà almeno un anno, infatti, perché i vigili urbani possano trasferire la loro centrale operativa dalla Poerio al primo piano dell’edificio del centro di interscambio merci (che Venezia non avrà mai), al Tronchetto. Tanto che nel bando è specificato che l’acquirente si impegna «a stipulare il contratto di compravendita entro il 30 giugno 2018 (...) accettando sin d’ora che l’immobile sia consegnato all’acquirente, libero da persone e cose, entro e non oltre 12 mesi dalla sottoscrizione» .

La Grandeur Oxley è la stessa società che ha acquistato dall’immobiliare del Comune Ive, Palazzo Donà in campo Santa Maria Formosa, già sede dei Servizi sociali, dove da giugno fervono i lavori per la trasformazione in residenza alberghiera di lusso: con ufficio a Mestre, sarebbe collegata con la società di Singapore diretta dal magnate della real estate Ching Chiat Kwong, manager da 600 milioni di dollari l’anno. A svelare il nome dell’aspirante acquirente, “mettendo le mani” sulla posta certificata del Comune, è stato il Gruppo25 aprile: lo stesso di tante manifestazioni e flash mob in difesa della residenza e che venerdì sera ha lanciato sulla platea vestita a festa della Prima della Fenice, migliaia di volantini: “Basta Alberghi, Venezia vuole Vivere”.

«Abbiamo comprato regolarmente i biglietti di palco e loggione: abbiamo speso oltre 3 mila euro», ci preme a sottolineare Marco Gasparinetti, «a differenza di chissà quanti invitati a spese della collettività». «Abbiamo voluto segnalare con un gesto silenzioso quanto eclatante e simbolico la minaccia incombente su una delle città più belle del mondo, in cui il numero di posti letto ad uso turistico ha ormai superato quello dei residenti, scesi sotto soglia 54 mila», spiegano in un comunicato i portavoce del gruppo Gasparinetti, Nicoletta Frosine e Alinea Celon, «la giunta comunale continua ad autorizzare migliaia di nuovi posti letto, teorizza un futuro alberghiero anche per le isole come Murano e Giudecca, che finora si erano salvate, escludendole dalla delibera sul blocco dei cambi di destinazione d’uso, che peraltro conosce mille deroghe e prosegue imperterrita sulla strada a senso unico di alienazioni che si traducono nell’espulsione di residenti e artigiani. La nostra richiesta è: fermate questa deriva oggi stesso». Una protesta durata pochi secondi, accolta con un applauso, ma che ha scatenato la reazione del sindaco Brugnaro, che ha subito ha twittato dal Brasile: «Sembra incredibile che il TgrVeneto fosse proprio lì ad aspettare questa ennesima sceneggiata di questi politicanti del comitato 25 Aprile». Pronta la replica: «Tgr Veneto era alla Fenice per lo spettacolo e nella “diretta” delle 19. 35 ne ha parlato. Poi ha dato una notizia. E’ il nostro lavoro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA