Venezia, sette pensionati su dieci sotto i mille euro

di Eugenio Pendolini

La media nel Veneziano è di 967 euro lordi. Di Gregorio (Cgil) attacca: «Innalzando l’età sono a rischio anche i giovani»

VENEZIA. I pensionati più ricchi del Veneto risiedono a Venezia, con un assegno previdenziale di 966,88 euro su una media regionale di 904,64. Ma c’è poco da gioire. In Veneto quasi sette pensioni su dieci (816 mila in tutto, il 67,6%) sono inferiori ai mille euro lordi. Come non bastasse, quasi sei su dieci (il 57,5%) sono inferiori a 750 euro, con percentuali di poco inferiori ancora in laguna (54,7%), e picchi più alti a Rovigo (62,02%). E se è vero che spesso i numeri non raccontano tutto, è pur vero che i dati elaborati dallo Spi Cgil del Veneto mostrano una fotografia non esaltante, in un paese, l’Italia, che vanta una tassazione sui pensionati tra le più alte d’Europa. Gli scenari possibili del sistema previdenziale locale e nazionale sono stati al centro dell’incontro “…E domani quali pensioni?”, organizzato ieri alla Stazione Marittima dallo Spi Cgil Veneto. Ed è stata Elena Di Gregorio, segretaria generale del sindacato dei pensionati, a prendere per prima la parola: «Non esiste alcuno scontro tra anziani in pensione e giovani precari e sottopagati», ha dichiarato Di Gregorio, «il combinato disposto di precarietà e innalzamento dell’età pensionabile rischia di innescare una bomba sociale».

Tra i temi affrontati, anche quello della disparità di genere. Le donne, infatti, sono maggiormente penalizzate rispetto agli uomini. Restando al caso del Veneto, delle 816 mila pensioni inferiori ai 750 euro, 212.672 spettano agli uomini (il 34,5% del totale), mentre ben 604.248 (il 76,4%) spettano alle pensionate. Un gap ancora più profondo se si guarda agli importi medi delle pensioni: 1237,93 euro per i pensionati, 649,40 per le pensionate. Ma come hanno ripetuto dal palco gli interlocutori – Maurizio Pizzicaroli (direttore Inps Veneto), Christian Ferrari (segretario generale Cgil Veneto), Alessandro Squizzato (unione professionisti Nidil Cgil), Ivan Pedretti (segretario generale Spi Cgil) – impossibile parlare di pensioni senza affrontare il tema del lavoro: «Si fa fatica a parlare di pensioni se tutto il tessuto lavorativo non ci consente di arrivarci», ha spiegato Squizzato, web designer di Treviso con partita Iva, in rappresentanza dei giovani precari, «siamo intrappolati in un eterno presente, in una precarietà lavorativa che diventa anche esistenziale. Impossibile pensare di comprare casa e mettere su famiglia senza politiche a lungo termine». Il segretario Ferrari ha poi ribadito la contrarietà all’innalzamento dell’età pensionabile a 67 anni, rilanciando la manifestazione nazionale del 2 dicembre. All’incontro ha partecipato anche Cesare Damiano, presidente della commissione lavoro alla Camera che ha contestato «l’idea, diffusa tra i tecnici d’Europa, che le pensioni siano il bancomat per pagare i debiti pubblici».