Piatto unico per i bambini, genitori contro Ames

di Marta Artico

Venezia. La portavoce Zuffi: «Sperimentazione senza preavviso, si vuole risparmiare». La replica di Ames: è previsto dalle linee guida nazionali, in molti casi funziona

MESTRE. Piatto unico servito agli alunni delle scuole con gestione della ristorazione affidata ad Ames, genitori sul piede di guerra. È stato servito ai bambini martedì 14 novembre, ma molte famiglie non l’hanno “digerito bene”. Il gruppo dei Genitori Comitati Mensa Venezia-Mestre sostiene che l’esperimento non sia stato condiviso. Incriminato il piatto unico composto da riso e spezzatino anticipato da un mix di verdure (carote e cappuccio). «Essendo la ristorazione scolastica un servizio a pagamento», spiegano «troviamo inaccettabile che gli utenti subiscano la prova di un piatto sperimentale, oltretutto pagato allo stesso prezzo del pranzo previsto con tre portate più dessert».

A monte, secondo i genitori, ci sarebbe una strategia di risparmio. «Questo episodio avviene dopo mesi di continui, non giustificati e non comunicati cambi di menù». E ancora: «Bambini e famiglie lamentano che le pietanze sono sempre meno gradite, che le grammature e la qualità della frutta sono spesso scarse. Resta, inoltre, insoluto il problema della bassa qualità di pesce, uova e carne estera». Che innescherebbe un meccanismo di scarto. «All’aumento del costo del pasto non è corrisposto il miglioramento delle materie prime, con conseguente calo del gradimento».

Il responsabile del settore mense scolastiche di Ames, risponde al mittente: «I menù vengono decisi in collaborazione con il servizio specifico dell’Usl, noi siamo meri esecutori. Abbiamo provato un piatto unico perché le linee guida nazionali invitano ad avviare questa sperimentazione. Le pietanze rimangono le medesime, quelle previste dal menù, i grammi sono gli stessi per rispettare i valori nutrizionali, ad essere modificata è solo la distribuzione del cibo». Vale a dire l’ “impiattamento” come direbbe lo chef Alessandro Borghese. Nessun risparmio, dice Ames, anche perché le stoviglie sono già a carico dei genitori. «Lo abbiamo fatto per capire se con questa modalità il piatto viene gradito di più e in alcune scuole ha funzionato».

La new entry viene ripetuta meno di una volta la settimana. «Il piatto unico», chiarisce Margherita Zuffi del Comitato Mense, «mette i bambini in condizione di trovarsi di fronte a una proposta che se non gradita, li induce a saltare il pasto. Con le tre portate più dessert c’è la scelta, ma il bambino che notoriamente non ama il mix, rischia di saltare il pasto. La stessa cosa vale per il mix di verdure, che ai bimbi non va». Infine: «Continuano ad avvenire cambi menù non programmati per malfunzionamento dei dispositivi utilizzati nelle mense». C’è, poi, la questione della gara. «L’appalto è scaduto, abbiamo avanzato proposte, ma non abbiamo saputo nulla e non ci risulta sia partito un bando». Infine: «Lo spacciano per il miglior menù esistente, ma ci sono giorni in cui sembra di stare alla sagra del carboidrato».