Campagna Lupia, anziana abbandonata in ospedale: conto di 42 mila euro alla figlia

di Alessandro Abbadir

Nonna Natalina ha trovato una sistemazione la scorsa estate, ora i familiari sono chiamati a versare i soldi all’Usl, ma l’avvocato frena: «Faremo immediatamente ricorso»  

CAMPAGNA LUPIA. Sono arrivati i conti finali da pagare la somma da saldare è davvero salatissima per Donatella Lazzari di Campagna Lupia, la figlia di Natalina Donolato la donna rimasta un anno e mezzo ricoverata in Geriatria a Piove di Sacco.

L’Usl padovana ha spedito un conto di circa 42 mila euro con diversi decreti di ingiunzione fiscali.

La donna di Campagna Lupia non li vuole pagare, ma neanche la madre ha un patrimonio sufficiente per saldare il conto. L’anziana ad agosto scorso è stata sistemata una in un appartamento della Comunità di San Egidio a Padova, con altre due anziane, assistite tutte da una badante. Si è arrivati a questa soluzione a cui contribuisce anche il Comune di Piove di Sacco, dopo 17 mesi, perché, la figlia della degente, ha sempre detto di non poterla ospitare nella sua casa in Riviera del Brenta per questioni economiche.

Il Comune padovano ha anticipato intanto i soldi e poi i conti saranno saldati dalla vendita della casa diroccata dell’anziana a Corte di Piove di Sacco.

Il Comune, infatti, ha predisposto un atto di erogazione di assistenza sociale, che prevede l’impegno da parte dell’amministratore di sostegno, a chiedere al giudice tutelare di iscrivere un’ipoteca a favore del Comune sui beni della donna.

I 42 mila euro che l’Usl padovana vuole dalla figlia per il ricovero non dovuto della madre, la stessa figlia non è in grado di pagarli e per questo con l’avvocato Emanuele Compagno di Camponogara farà opposizione legale ai decreti di ingiunzione fiscale, mentre anche verificando il patrimonio dell’anziana, si fa capire che soldi per saldare quella cifra non ce ne sono.

«La mia assistita Donatella Lazzaro – spiega l’avvocato Compagno – non è intenzionata a pagare i circa 42 mila euro di ingiunzione di pagamento che l’Usl ha messo in conto. Sono soldi che riteniamo non dovuti. Faremo ricorso impugnando quelle ingiunzioni. I debiti sono della madre e non della figlia. Ci sono delle sentenze che spiegano che le degenze dei genitori non devono essere obbligatoriamente pagate dai figli Si paghino con i beni a disposizione della donna. Va detto soluzione della comunità protetta è stata presa anche con l’interessamento della stessa figlia».

Ma sul versante dei beni dell’anziana da eventualmente utilizzare per poter chiudere il debito, la situazione si fa ancora più complicata. L’amministratore di sostegno di Natalina Donolato l’avvocato padovano Simone Sorgato ce ne amministra i beni, fa sapere che intende tenere sulla vicenda il più stretto riserbo.

«Il patrimonio a disposizione della mia assistita – spiega – lo comunicherò all’autorità giudiziaria di competenza». Quello che appare chiaro è che quel debito chiesto dall’Usl padovana con il patrimonio della signora Natalina Donolato non n potrà essere saldato in alcun modo.

La vecchia casa dell’anziana e il mobilio alle condizioni in cui si trovano, sembra non possano superare come valore di 10 mila euro.

Insomma una intricata matassa quella che si è venuta a creare con questo contenzioso fra Usl padovana e famiglia dell’anziana che dovrà essere dipanata ancora una volta dall’autorità giudiziaria.

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