Mestre, la Gazzera si ribella e chiede la piazza

di Mitia Chiarin

L’ex assessore Vecchiato: finanziamola con gli oneri degli alberghi. Stevanato: il territorio merita questo risarcimento

MESTRE. La “grande illusione” della Gazzera. Dopo dieci anni di attesa, la speranza si è infranta giovedì in consiglio comunale, quando la maggioranza fucsia ha tolto ogni possibilità di attuare il vecchio piano che prevedeva di abbattere l’edificio degli anni ’50 in via Gazzera Alta che chiude la vista sulla barchessa della Villa Volpi e creare qui la piazzetta. Non è passata la proposta Pd di sospendere la delibera per partecipare al bando periferie nazionale del 2018 e finanziare in questo modo quel progetto. Discorso chiuso, quindi? No, monta la protesta perché la voglia di una piazza alla Gazzera aveva solide basi storiche, e la comunità si fa sentire.

Vecchiato: si può fare. L’architetto Gianfranco Vecchiato, ex assessore all’Urbanistica nel 2005-2010, ribatte, critico, alle parole dell’assessore Massimiliano De Martin che si è detto favorevole all’idea ma che ha voluto mettere ordine ad un piano comunale con evidenti lacune procedurali. Vecchiato parla con cognizione di causa, visto che era stato lui, da assessore, ad avviare una trattativa con i privati per spostare altrove i 12 inquilini del palazzo e i due negozi. «Non si tratta di allusioni ma per la parte di mia competenza, di una espressa volontà che andava e che andrebbe perseguita in ogni modo ancora oggi. Un risultato che qualificherebbe una intera legislatura», dice.

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Usare gli oneri del turismo. E suggerisce una strada: «In questi casi solo la costante pressione della parte pubblica, degli Uffici del Patrimonio e dell'Urbanistica, nei contatti con la proprietà privata, avrebbe mantenuto ed anzi portato a compimento l’obiettivo. Una questione non troppo costosa che potrebbe essere ancora affrontata inserendola nelle compensazioni economiche derivanti, ad esempio, dai grandi investimenti nel settore alberghiero che potrebbero, volta a volta, incrementare una quota sufficiente a perequare quanto necessario per far realizzare in altro terreno, su area pubblica o privata, l'equivalente edilizio che consenta il trasferimento degli inquilini». Vecchiato insiste: «Anch'io mi sono trovato a non avere soldi in cassa ma Villa Erizzo fu acquisita al patrimonio pubblico con uno scambio urbanistico, raro caso nel Comune di Venezia. Si riprenda quindi in mano tale finalità e si trovi una possibile soluzione. Non resti questa una grande illusione e la comunità cittadina anche quella più distratta, sia consapevole che tra le radici culturali e le identità del territorio a cui appartiene, vi è un legame inscindibile. Al Consiglio Comunale deve arrivare questa volontà di cambiamento come parte di una coscienza collettiva che lo pretende».

Periferia da risarcire. Parla di un risarcimento doveroso, anche lo storico mestrino, Roberto Stevanato, presidente del Centro studi storici, e che, da sempre, ha sostenuto il progetto della Gazzera. «Negli anni Cinquanta quella piazzetta venne tolta con una decisione impropria: la licenza di costruzione di quel palazzo. Ecco io penso che non portare a compimento il progetto, oggi, significa non comprendere quanto ha dato la Gazzera alla città. In termini di oneri di urbanizzazione, con tutte le costruzioni di questi anni, da via Brendole fino ad Asseggiano, questo territorio ha dato tantissimo. E ben poco è stato reinvestito nel territorio. Oggi in cambio abbiamo solo ingorghi quotidiani e corse del bus che sono una ogni mezz’ora. Troppo poco. In queste ore sto ricevendo tantissime lamentele di cittadini». E aggiunge: «Si dice che il Comune non avrebbe mai parlato con la proprietà. Noi ci abbiamo parlato ed erano favorevoli se in cambio avevano la garanzia di un reddito alternativo all’immobile da abbattere».

Assemblea a gennaio 2018?. Il Pd Nicola Pellicani comprende che il vecchio piano era complicato ma ricorda a De Martin che in commissione si è impegnato ad andare alla Gazzera entro gennaio 2018 a parlare ai cittadini. «Si trovi un’altra strada da percorrere per ottenere l’obiettivo», avvisa. Andrea Ferrazzi parla di «un grave errore e di una totale assenza di attenzione nei confronti dei cittadini della Gazzera».

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