Offese a Bebe Vio, individuato l’autore

Un cinquantenne di Preganziol aveva lasciato scritte anonime con pesanti e squallide ingiurie in piazza a Mogliano

MOGLIANO. Le ingiuriose scritte contro la campionessa paralimpica Bebe Vio non rimarranno impunite: per il presunto autore dei messaggi comparsi nei mesi scorsi in piazza Caduti a Mogliano è scattata la denuncia.

Le indagini svolte dai carabinieri, che sono ricorsi anche a raffronti calligrafici, hanno portato all’identificazione di un soggetto già noto alle forze dell’ordine per episodi simili. Su di lui, G. T. cinquantanne residente a Preganziol, pende ora l’accusa di diffamazione aggravata, per aver insultato un soggetto disabile.

Il caso era emerso ai primi di giugno. A margine della festa della Repubblica i presenti alla cerimonia non potevano fare a meno di notare, tra i marmi di Piazza Caduti, in pieno centro, la disarmante scritta col pennarello nero che prendeva di mira proprio la celebre atleta moglianese: «Ti stai facendo i soldi sulla tua disgrazia! Vergognati». Tale accusa era seguita da aggettivi davvero gravi e ancor più censurabili.

Nei mesi precedenti sui social network era avvenuto anche di peggio: gruppi facebook, messaggi diretti e commenti con contenuti violenti ed espliciti. Dal virtuale al reale: che gli insulti avessero preso forma anche nella piazza della sua cittàaveva generato non poca indignazione. In entrambi i casi la libertà di espressione ha travalicato il limiti della legge: alle immediate denunce a carico degli “internauti”, le cui indagini sono state affidate alla polizia postale e alla procura della repubblica di Venezia, segue ora anche quella per il caso delle scritte moglianesi.

Sabato 5 novembre, la ventenne campionessa paralimpica, accompagnata dai propri genitori, ha formalizzato l’ulteriore denuncia. Mentre si preparava a sferrare le vincenti stoccate che le hanno consentito la scorsa settimana di conseguire altri due titoli iridati, sia nell’individuale che nella gara a squadre, Bebe non ha mancato di rispondere a tono, secondo le prerogative di legge, alle assurde accuse nei suoi confronti: «Un fatto dovuto», spiega il padre Ruggero Vio, «Ci spiace davvero molto che accadano queste cose, che venga attaccata così una categoria che rappresenta una minoranza della popolazione. Le accuse ovviamente non ci toccano minimamente ma è doveroso che la giustizia faccia il suo corso».

In pochi anni l’atleta trevigiana, dopo l’entusiasmante oro alle paralimpiadi di Rio, ha raggiunto enormi livelli di popolarità. Il selfie con Obama, l’amicizia con il suo idolo Jovanotti, il successo della sua autobiografia, qualche apparizione nel “jet set”, le campagne, la tv: Beatrice Vio è oggi una star assoluta dello sport, il cui valore è testimoniato non solo dalla celebrità, ma anche dagli ultimi entusiasmanti risultati agonistici. Appena raggiunti i vent’anni, per lei si apre ora una nuova esperienza: dopo aver lavorato ad inizio anno a Fabrica (gruppo Benetton), dal 2018 proseguirà gli studi a Roma coniugando le lezioni all’Università John Cabot (scienze della comunicazione) con gli allenamenti: prossimo obiettivo Tokyo 2020, alla faccia dei cyberbulli e dei, per fortuna rarissimi, detrattori.