DALLA PROVINCIA

La piccola Giulia aveva fretta, la fa nascere il papà in casa

di Serenella Bettin

Mirano. I genitori Barbara e Massimo non hanno fatto in tempo a scendere le scale per andare in ospedale «Una fitta e mi sono stesa sul divano. Poi mio marito ha urlato: “Eccola” e l’ho vista. Che gioia»

BALLÒ DI MIRANO. «Ferma, ferma, vedo la testa». E così Giulia nasce in casa. È nata precipitosamente la splendida Giulia Gardin, due chili e cinquecentocinquanta grammi, lì in quella casa di via Ballò 91 a Ballò di Mirano.

È nata in due minuti, con due contrazioni forti, grazie al coraggio e al sangue freddo di mamma e papà. È mercoledì mattina scorso, sono all’incirca le sei e mezzo e Barbara Pasqualetti, 35 anni, titolare di un centro estetico a Cazzago, si sveglia per dare il latte all’altro figlio, Mattia, di soli due anni. All’improvviso avverte una fitta, come qualcosa che si muove in pancia, sono delle contrazioni, dilazionate.

Le contrazioni diventano sempre più forti, sempre più frequenti. Allora Barbara sveglia il compagno, Massimo Gardin, 46 anni e si veste in fretta. Bisogna correre in ospedale. Ma nemmeno il tempo di dire “andiamo” che Barbara scende le scale, non ce la fa a proseguire.

«Mi sono vestita in velocità», racconta Barbara, «Massimo aveva preso la borsa, ma scendendo le scale non ce l’ho più fatta e mi sono sdraiata in divano». Le contrazioni sono sempre più forti. Massimo mantiene sangue freddo, prende gli asciugamani, le stringe le mani, la guarda negli occhi, la tranquillizza, ma Barbara sta sempre più male, comincia a sudare, ormai è questione di pochi minuti.

Nel frattempo il piccolo Mattia preso dallo shock, con la madre che urla, vomita il latte. Ma non c’è tempo, Barbara sta per partorire. Massimo chiama il 118: «La mia compagna sta partorendo, venite». La chiamata al 118 arriva alle 6.53 del mattino. Massimo Gardin mette giù il telefono, non ce la fa a parlare, deve concentrarsi solo su Barbara e su quella creatura che sta venendo al mondo. Tempo due minuti e alle 6.55 Massimo grida: «Ho la testa in mano, vedo la testa, eccola». Pochi attimi e Giulia nasce.

«Massimo mi ha guardato», racconta Barbara, «e mi ha messo la piccola in braccio. È stato bravissimo. Giulia sarebbe dovuta nascere il 16 novembre, mai mi sarei aspettata nascesse una settimana prima, ero tranquilla. Invece è nata in due minuti, con due spinte forti, una gioia immensa».

Nel frattempo l’ambulanza arriva e Barbara e la piccola vengono caricate su una barella e trasportate d’urgenza all’ ospedale di Dolo. La piccola Giulia sarà messa in una termo culla. Nel pomeriggio Barbara e la piccola Giulia sono state dimesse e al pomeriggio sono tornate a casa dal piccolo Mattia e dal papà Massimo. Lì in quella casa dove tutto ha avuto inizio. Continuando il viaggio.

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