Chioggia contro il Gpl «Protesteremo a Roma»

di Elisabetta B. Anzoletti

Il sindaco Ferro: un progetto scellerato, datemi le 15 mila firme raccolte Affollata assemblea pubblica del comitato ieri mattina davanti al municipio

CHIOGGIA. «A Roma per portare il no di Chioggia all’impianto gpl». Il sindaco Alessandro Ferro ieri mattina ha preso parte alla mobilitazione organizzata dal comitato No Gpl dove ha ribadito la posizione di contrarietà dell’amministrazione annunciando di approfittare del Comitatone di domani per sollevare il problema. I No Gpl hanno tenuto un’assemblea pubblica, dalle 10 alle 12 davanti al municipio, per fare il punto della situazione e informare la città su tutti i fronti aperti. Nell’occasione hanno “investito” il sindaco di nuova responsabilità, quella di portare la voce della città sul gpl dentro il Comitatone.

«Lo farò con piacere», spiega Ferro, «non solo, vi chiedo di darmi anche le 15.000 firme che avete raccolto così potrò mostrare che una città intera è contraria a un progetto scellerato. Scellerato per il futuro sviluppo del porto, della crocieristica e per la sicurezza di tutta la città visto che sorge a 300 metri dalle abitazioni. Visto che in Comitatone si parlerà proprio di questi temi sarà l’occasione giusta per ribadire la nostra contrarietà all’impianto. A chi dice che abbiamo tirato i remi in barca, rispondo che nulla è più falso. Siamo in prima linea nella battaglia legale e non retrocediamo di un centimetro dalle nostre posizioni. Ricordo che noi abbiamo avuto il coraggio di firmare un’ordinanza per la messa in pristino dei luoghi. La battaglia è ancora lunga, ma è aperta e finché ci sono margini non lasceremo nulla di intentato».

Lunghi applausi hanno dimostrato l’apprezzamento dei partecipanti per le parole del sindaco. All’appello dei No Gpl, che hanno invitato la città a mobilitarsi di nuovo per tenere alta l’attenzione, hanno risposto 400 persone, alcune con le magliette del comitato.

«Mai come ora abbiamo bisogno dell’appoggio di tutti», spiega Roberto Rossi, presidente del comitato, «la politica si è espressa tre volte in Consiglio comunale votando all’unanimità ordini del giorno contro l’impianto, il sindaco ha accolto il nostro mandato in vista del Comitatone e le categorie economiche stanno formalizzando appoggi concreti al ricorso al Tar».

Oltre ad Asa, Ascot, Confersercenti, Legacoop, Federcoopesca e Cogevo, ieri anche Confartigianato ha rotto gli indugi annunciando l’ingresso nel ricorso. «I fronti aperti sono tanti», ricorda Rossi, «il ricorso al Tar è uno e presentarsi uniti sarà fondamentale, ma c’è anche un’indagine in Procura su più ipotesi di reato e esposti inviati a tutti gli enti coinvolti. Sappiamo anche che la Corte dei Conti sta facendo verifiche sui comportamenti anomali di Aspo che abbiamo segnalato. Un ente che usa fondi pubblici per acquisire terreni e creare infrastrutture e poi affitta aree a privati comportandosi come un’agenzia immobiliare. Abbiamo la sensazione che a breve qualche paletto cederà e dietro di sé, per effetto domino, ne cadranno molti altri».

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