Le polveri sottili in calo ma resta il livello “verde”

di Gianni Favarato

Dalle 8.30 alle 12 e dalle 15 alle 18.30 non possono circolare nell’area urbana  le auto a benzina Euro 0 e 1 e diesel Euro 0, 1 e 2. Limiti anche al riscaldamento

Da tre giorni – lunedì, martedì e mercoledì scorsi – le concentrazione di polveri sottili (Pm10) nell’aria che respiriamo non superano più il limite di sicurezza dei 50 microgrammi per metro cubo d’aria. Il Comune ha confermato l’attuale “livello verde” che prevede il divieto di circolazione che prevede misure di limitazione del traffico che valgono (dalle 8.30 alle 12 e dalle 15 alle 18.30) solo per i ciclomotori e motocicli Euro 0 a due tempi, per le autovetture a uso proprio a benzina Euro 0 e 1 e quelle diesel Euro 0, 1 e 2. Restano in vigore anche le limitazioni all’utilizzo degli impianti termici, al riscaldamento dei locali e alle combustioni all’aperto.

Il livello “verde” resterà in vigore fino a lunedì prossimo, giorno in cui l’Arpav farà una nuova valutazione delle concentrazioni di Pm10 nell’aria, come stabilito dall’Accordo sottoscritto dalle regioni della Pianura Padana. Già dalla giornata di ieri il Pm10 è tornato a superare il limite (50), con picchi di 72 microgrammi al Parco Bissuola, 96 in via Tagliamento a Mestre, 56 sul Rio Novo a Venezia e 97 in via Beccaria. E anche per oggi l’Arpav prevede condizioni meteo favorevoli al ristagno degli inquinanti negli strati più bassi dell’atmosfera, mentre per i due giorni seguenti sono previste piogge che con tutta probabilità riporteranno sotto i limiti le polveri sottili e gli altri inquinanti.

Resta il fatto che, eccetto la stazione di monitoraggio dell’Arpav attivata solo da un mese dall’Arpav sul Rio Novo a Venezia, dall’inizio del 2017 sono già stati registrati superamenti del limite giornaliero superiori alla soglia dei 35 annui permessi dalle normative europee. Al Parco “Albanese” della Bissuola i superamenti sono arrivati a quota 52, in via Tagliamento 65, via Beccaria 61, Sacca Fisola 47. La situazione potrebbe aggravarsi nei prossimi giorni con l’abbassamento delle temperature stagionali (per ora sopra la media) che porterà all’accensione di tutti gli impianti di riscaldamento.

Sos caldaie. Confartigianato Venezia ricorda che «l’inquinamento causato dalla caldaie si contiene controllandone regolarmente il funzionamento, mettendo a punto l’emissione dei gas, mantenendo gli impianti in buona efficienza, non limitandone l’uso, soprattutto in inverno quando fa freddo». Confartigianato sottolinea che il problema «sono i diminuiti i controlli sulle corrette emissioni delle caldaie» e il presidente Salvatore Mazzocca propone che i comuni «stornino i costi di controllo dalle imposte comunali. Pagare meno di Tasi o meno Imu per avere caldaie che rendono meno mortale l’aria potrebbe essere un atto di buon governo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA