Con la testa in giù tra il cemento. Mestre si scopre bella

di Mitia Chiarin

Il progetto di Renzo Carraro per celebrare la bellezza legata agli spazi urbani della sua città: "Sempre bistrattata ma stupenda"

MESTRE. Un ballerino che salta in mezzo a galleria Barcella oppure impegnato in un movimento plastico sul pavimento d'arte, disegnato da Gigi Gardenal, in piazzale Candiani. E ancora atlete che utilizzano le colonne del teatro Toniolo come base per una acrobazia, testa in giù. Le ritrovi poi a sostenersi con un piede sulla colonna al centro del ponte strallato che porta al parco di San Giuliano oppure, divertite, ad esibirsi sulla spalliera del passaggio di ingresso a piazza Ferretto, a fianco di Baessato. O davanti alle vetrine, chiuse, di Calle Legrenzi.

Il compianto Gaetano Zorzetto e quanti lavorano da anni per una "Mestre bella", il naturale e dovuto risarcimento alla terraferma cresciuta troppo in fretta per tenere testa a Porto Marghera, sorriderebbero compiaciuti oggi guardando gli scatti realizzati da Renzo Carraro, fotoamatore che sta lavorando ad un progetto sulla bellezza legata agli spazi urbani.

«L'idea del progetto nasce dalla curiosità di abbellire o rendere interessanti, anche per il tempo di un solo scatto fotografico, alcuni scorci urbani. Mestre è stata scelta per le sue ristrutturazioni moderne di alcune piazze o gallerie. Poi il ponte di San Giuliano ha subito scatenato l'inventiva su alcune pose plastiche e si sposa benissimo alla fotografia per le forme geometriche», ci racconta Carraro, 52 anni, di San Donà di Piave ma che da vent'anni lavora a Mestre.

Assieme a lui negli scatti troviamo giovani ginnaste e un danzatore. Sono Isabella Manzato e Rebecca Morreale, di Salgareda, in provincia di Treviso. Sono entrambe insegnanti ed atlete presso la Aerobicmania. Il ballerino è invece il mestrino Alessandro Torresin del Junior balletto di Toscana. L'idea che Mestre sia anche bella fa discutere. Ma agli occhi di Carraro è un dato di fatto.

«A Mestre ho studiato e ci lavoro da tantissimo tempo», racconta il fotoamatore, «è sempre stata bistrattata nel confronto con Venezia e confusa con Porto Marghera, al punto che è difficile darle una identità. Ma ha tutto e i nuovi tentativi di darle una modernità architettonica sono ben riusciti».

Il set fotografico ha scatenato la curiosità dei passanti. Al punto che ora Carraro pensa di aggiungere foto del backstage, della gente che rimane sorpresa nel vedere il suo lavoro. La città solo ora scopre di avere un lato affascinante. «Per esigenze di luce, abbiamo fatto le foto verso le 18 ed a quell'ora ci sono molte persone in giro. Gli atleti facevano qualche prova prima, perché l'ispirazione veniva dai gesti spontanei. Già durante le prove, le persone cominciavano ad essere incuriosite e guardavano con sospetto al nostro lavoro. Poi quando si posizionavano per la foto ed il set fotografico si mostrava chiaramente», racconta Carraro, «allora si si formava un capannello di persone curiose che fotografavano e facevano video, sopratutto in Piazza Ferretto».

Per ora le foto di Carraro sono apparse solo sui social network, solleticando la curiosità, ma il fotoamatore conta, una volta completata la serie di scatti urbani, di allestire una mostra ed è alla ricerca dello spazio adatto e di eventuali sponsor.

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