«Al Lido meno capanne e più ombrelloni e servizi»

di Simone Bianchi

Il Consorzio Balneari Lidensi ha presentato le proprie istanze al Comune. Il presidente: «Serve una visione imprenditoriale per fare il salto di qualità»

LIDO. Più spazi per attività ricreative, sportive o culturali, più ombrelloni e meno capanne. Queste alcune delle richieste del Consorzio Balneari Lidensi inserite tra le osservazioni presentate al Comune in merito all’approvazione definitiva del nuovo Piano particolareggiato degli arenili. In attesa delle controdeduzioni previste nei prossimi giorni, il Consorzio ha notato comunque le modifiche apportate dall’amministrazione rispetto al precedente Piano, apprezzando lo sforzo profuso nella ricerca di sostenere e difendere un’area così importante del territorio comunale e di valorizzare nel futuro gli aspetti urbanistici e i valori ambientali e storico-culturali dell’arenile, che nel secolo scorso avevano segnato l’avvio per il Lido di una vocazione balneare di fama internazionale e di alto profilo turistico.

«Il nuovo Piano dovrà tenere conto del fatto che la balneazione negli ultimi decenni è cambiata anche sulla nostra isola», fa notare Marco Damiani, presidente del Consorzio Balneari Lidensi, «e sarà destinata a subire ulteriori modifiche nei prossimi 20-25 anni. Quindi serve una visione più imprenditoriale da parte del Comune, altrimenti non riusciremo a fare quel salto di qualità necessario a rispondere alle esigenze di una clientela nuova. Non ci sono più le famiglie che prendevano la capanna per tutta la stagione e per tutti i parenti. O comunque il numero di queste si è ridotto notevolmente. Da qui la necessità di rivisitare gli spazi disponibili, togliendo magari capanne in favore di servizi culturali, ricreativi o sportivi, e comunque di prevedere un maggior numero di ombrelloni».

«Le osservazioni presentate vogliono aggiungere un contributo discreto ma decisivo nell’ulteriore miglioramento e perfettibilità del Piano, per rendere partecipe l’amministrazione dei frutti dell’esperienza e della conoscenza degli operatori che da decine d’anni si impegnano nel fornire il miglior servizio balneare della Regione», chiarisce Damiani.

Nelle osservazioni viene sottolineata la necessità di migliorare ulteriormente le nuove norme relative al ricovero invernale delle capanne, ma anche che, per quanto riguarda i punti di ristoro a oltre 100 metri dai limiti della concessione, se ne possano prevedere altri provvisori in posizioni intermedie per evitare lunghi spostamenti ai bagnanti. Si chiede poi la possibilità di creare spazi con piccole piscine e vasche idromassaggio, come avviene in altre zone d’Italia e non solo. E per i tratti di spiaggia libera, sempre più frequentati come i Murazzi o San Nicolò e Alberoni, il Consorzio ha chiesto che il Comune preveda l’aggiunta di servizi minimi essenziali come il pronto soccorso, la raccolta rifiuti ed i wc.

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