La caserma della Stradale ceduta ad Autovie Venete

di Giovanni Cagnassi

San Donà. La società della A4 investirà due milioni per ristrutturare la vecchia sede di via Giorgione. Critici il sindacato di polizia Ugl e la Lega

SAN DONÀ. Firmato l’atto dal notaio, la caserma della polizia stradale di via Giorgione è stata acquisita dalla società Autovie Venete Spa. I 150 mila euro pattuiti dalla cessione sono già nelle casse del Comune che ha così ottenuto nuove risorse e garantito che la sede della Stradale resterà a San Donà. La società che ha in concessione il tratto autostradale investirà oltre 2 milioni di euro per la ristrutturazione completa della vetusta struttura che presentava segni di grave decadimento, in particolare per i garage e le tubature.

Con la formalizzazione dell’atto, il Comune può così voltare pagina dopo le tante discussioni e polemiche, anche con i sindacati della polizia di Stato. L’Ugl Polizia di Stato, in particolare, con il segretario Mauro Armelao, aveva denunciato che questa era la strada sbagliata che avrebbe segnato la prossima chiusura della sede della stradale di Portogruaro, ora ridotta ai minimi termini nell’organico. Armelao ha inoltre sottolineato che il servizio della polizia stradale di San Donà è esclusivamente ristretto al tratto di autostrada A4 e non alle strade comunali, come invece sarebbe stato possibile ampliando la sede sulle rive del Lemene potenziando i servizi i tutto il Veneto Orientale.

Sulla stessa linea la Lega Nord del segretario Alberto Schibuola.

Contestazioni sono state sollevate dal comitato per la tutela del museo della Bonifica di Dino Casagrande e poi da Anna Maria Babbo della lista Scegli Civica che siede in consiglio comunale all’opposizione.

Babbo ha evidenziato la spesa troppo bassa per un simile immobile e terreno paventando limitazioni anche per il museo. Ma il sindaco di San Donà, Andrea Cereser, ha sottolineato che l’obiettivo fondamentale era mantenere la sede e il servizio a San Donà, in via Giorgione, dopo che per anni si era parlato di un trasferimento possibile a Noventa. E ha anche precisato che l’adiacente Museo della Bonifica non sarà interessato dall’acquisizione e verrà anzi migliorato. «La sede della Polstrada», ha spiegato, «si trova in quella parte del convento delle Clarisse che non è mai stata sede di collezioni espositive del Museo della Bonifica. Già dal 1983 era chiara la divisione tra lo spazio destinato a Polstrada e l’ala per il museo, quindi proporre confusione tra vendita Polstrada un’inesistente vendita del Museo vuol dire davvero rimestare nel torbido».

©RIPRODUZIONE RISERVATA