Fermati tre spacciatori con l’aiuto delle telecamere

di Carlo Mion

L’intervento dei poliziotti del commissariato tra via Piave e la stazione ferroviaria Uno è finito in manette, gli altri due sono stati trasferiti a Brindisi per l’espulsione 

La videosorveglianza ha il pregio di aiutare le forze dell’ordine nel prevenire e nel reprimere i reati.

E anche grazie alle telecamere che la polizia ha individuato due “famosi” pusher e ne ha arrestato un altro. Si tratta di due nigeriani e di un tunisino. E tutti e tre spacciavano nella zona di via Piave e della stazione ferroviaria. La vera scommessa vinta dai poliziotti del Commissariato di Mestre però è stata quella di trovare due posti al centro per il rimpatrio di Brindisi, dove ora un nigeriano e il tunisino sono in attesa di essere riportati nel loro paese. I tre stranieri sono caduti nella rete di controlli che da più di un mese la questura di Venezia sta svolgendo sul territorio. Il nigeriano Nelson Jolly Osaro, di 25 anni, con numerosi precedenti penali per spaccio, è stato trovato dai poliziotti di Mestre privo di documenti ed è stato accompagnato negli uffici del Commissariato per l’identificazione e gli accertamenti. Lo straniero, già nel 2015, aveva avanzato richiesta di status di rifugiato politico ma la stessa gli era stata poco dopo negata dalla Commissione Territoriale di Forlì. Per lui era dunque scattato il provvedimento di espulsione con conseguente rimpatrio nel dicembre 2016. Giovedì è stato arrestato per aver violato il divieto di reingresso nel territorio dello Stato senza l’autorizzazione del Ministro dell’Interno.

Nel frattempo aveva rimediato altre denunce per spaccio, ma ogni volta l’aveva fatta franca perché non si trovava un posto in un centro per il rimpatrio. Ora è scattato l’arresto. Sono stati trovati i posti per il tunisino Hilali Achref, di 20 anni e Graham Yakison, nigeriano di 26 anni, entrambi senza fissa dimora sono stati accompagnati al centro per il rimpatrio di Brindisi e allontanati dal territorio veneziano. Oltre ai numerosi procedimenti per spaccio a carico dei due c’erano anche parecchie espulsioni che non erano mai state rispettate. Anche loro, per diverso tempo, hanno potuto sfruttare il fatto che non c’erano posti disponibili nei centri per il rimpatrio. Continua intanto il posizionamento di videocamere a controllo remoto nelle zone a rischio di Mestre, come del resto deciso durante una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Telecamere che vengono usate dalle forze di polizia.

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