Smog, Mirano non ferma le auto ma abbassa i termo degli uffici

di Filippo De Gaspari

Il Comune ha varato l’ordinanza antinquinamento fino al 15 aprile per l’area extra Mestre-Spinea ma se le polveri sottili aumenteranno potranno arrivare anche qui gli stop alla circolazione veicolare

MIRANO. Dopo Spinea, Mirano: comuni in fila per cercare di arginare l’assalto velenoso della cappa di smog. Varate con un’ordinanza della sindaca le misure di contenimento dei livelli di concentrazione degli inquinanti atmosferici, in arrivo limitazioni già da questa settimana e fino al prossimo 15 aprile.

Le misure formalmente sono in vigore da ieri e non riguardano, per ora, la circolazione dei veicoli. Disposti invece limiti di temperatura ambiente negli edifici, che non dovranno superare i 17 gradi (con 2 di tolleranza) per aziende e industrie e i 19 gradi (sempre con 2 di tolleranza) per gli altri edifici, abitazioni comprese. Ridotto di due ore il funzionamento di stufe e caminetti rispetto al limite già consentito, da attuarsi dalle 16 alle 18 di ogni giorno, mentre vigerà il divieto assoluto di combustione all’aperto di verde e ramaglie in ambito agricolo.

Fatti salvi, per ora, i falò dell’Epifania nei giorni 5 e 6 gennaio. Previsto lo spegnimento dei motori dei veicoli fermi o in sosta prolungata, compresi quelli degli autobus al capolinea. Emanate anche alcune raccomandazioni, come quella che invita i titolari di negozi, locali ed edifici con accesso al pubblico, a chiudere le porte di ingresso per evitare dispersioni termiche e gli uffici pubblici a ridurre ulteriormente la temperatura ammessa.

«L’ordinanza», spiegano dal Comune, «è stata emessa per tutelare la salute dei cittadini e l’ambiente nel suo complesso, poiché gli impianti di riscaldamento rappresentano una delle principali cause dell’inquinamento atmosferico e, in particolare, della formazione di Pm 10». Le disposizioni sono in linea con quanto definito dalla Regione e condivise nel Tavolo tecnico della Città Metropolitana. Il Comune di Mirano rientra nell’ambito di applicazione delle misure temporanee e omogenee previste dal “Nuovo accordo di bacino padano” mentre non fa parte né dell’agglomerato Venezia né dei comuni con popolazione superiore ai 30 mila abitanti dove si applicano misure più restrittive che riguardano anche il traffico veicolare.

Motivo per cui i provvedimenti, almeno per il momento, sono diversi da quelli adottati dalla vicina Spinea, che invece, essendo a ridosso dell’agglomerato urbano di Mestre, da ieri si affida a una scala d’allerta costituita da codici-colore a seconda dei livelli di inquinamento via via raggiunti e periodicamente controllati.

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