Vincere la disoccupazione puntando sull’extra lusso

di Vera Mantengoli

Centinaia di studenti ai colloqui organizzati da Ca’ Foscari con il Gruppo Lvmh «È importante valorizzare le professioni legate all’uso delle lingue e informatica»

In una società caratterizzata da lavori precari, è ancora possibile per un giovane realizzare i propri i sogni? Guardando i 500 studenti e studentesse di Ca’ Foscari che ieri hanno invaso Ca’ Dolfin per un colloquio di lavoro con il Gruppo Lvmh, sembrerebbe che la speranza ci sia ancora. «Il mondo sta cambiando», spiega Mariagiusi Terrana di Bergamo, 20 anni, studentessa di Cinese, «Non tutti riescono a coglierlo. Non dobbiamo seguire il modello di chi ci ha preceduto, ma scovare quelle occupazioni nuove che richiedono le competenze che abbiamo, come l’inglese e l’informatica». Terrana vorrebbe diventare una mediatrice tra imprese che insieme possono dare vita a nuovi progetti: «Le aspettative che abbiamo noi giovani sono tante, ma non abbiamo perso la speranza. Per farcela bisogna impegnarsi tanto, avere perseveranza e cogliere le opportunità come quella di oggi». I futuri lavoratori sanno che non sarà facile, ma hanno scoperto che possono giocarsi qualche carta in più rispetto agli adulti di oggi. Conoscono la tecnologia e l’inglese meglio dei loro futuri capi. Hanno la possibilità di ricoprire nuove mansioni che un tempo non esistevano nemmeno, come il social media manager o il product manager. Possono accedere al mondo del lavoro molto presto se sanno fiutare le opportunità.

«Vorrei lavorare nel settore del fashion marketing», spiega la vicentina Debora Mantese, 23 anni, studentessa di Economics and Management, «Il mondo del lavoro ci trasmette incertezza, quindi non bisogna arrendersi ai tanti “no” perché siamo in tanti. Gli aspetti positivi sono che ci sono lavori nuovi e abbiamo familiarità con il digitale». Dopo la celebre università Bocconi, il noto Gruppo LVHM, a capo di 70 brand in 70 Paesi del mondo, ha scelto Ca’ Foscari per reclutare nuove leve. Tra i candidati qualche laureato, ma soprattutto chi sta ancora studiando alla Triennale. La maggior parte frequenta Economia e Lingue, seguiti da un piccolo gruppo di maniere umanistiche. Quattordici i brand presenti nella sala affrescata di Ca’ Dolfin, incluso il marchio DFS Italia di «T Fondaco dei Tedeschi» con un ex cafoscarino passato da candidato a selezionatore, Marco Stamboglis. I colloqui sono avvenuti in maniera informale e molto rilassata. «Non sono preoccupato, ma speranzoso», racconta Alessandro Pagneri, 23 anni di Ravenna, studente di Marketing e Comunicazione, «Ho fatto tanti colloqui. La nostra preparazione universitaria rispetto all’Europa è alta, poi però è il singolo che ci deve mettere la faccia e impegnarsi per avere qualcosa in più degli altri». Non tutti comunque si danno da fare: «Alcuni coetanei pensano di avere subito auto e soldi», prosegue Pagneri, «Rifiutano i lavori part-time, ma intanto il tempo passa». All’opposto c’è chi invece studia e lavora pur di essere autonomo, ma fa i conti con il costo della vita precaria: «Chi ha esperienze all’estero è più avvantaggiato», afferma il trevigiano Sloven Basic di Economia aziendale, «Ma devi avere una famiglia che ti supporta, altrimenti come fai? Con i nuovi contratti non puoi trasferirti in un’altra città perché lo stipendio è basso e non puoi pagarti anche un affitto. Vorrei lavorare nel settore dell’abbigliamento e appena posso vengo a portare il mio curriculum».

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