Tutti in campo per difendere La Vida

di Vera Mantengoli

Pranzo comunitario dopo l’assemblea, i cittadini studiano con i legali come intervenire sul cambio di destinazione d’uso

Un grande pranzo davanti al vecchio Teatro Anatomico di Venezia in Campo San Giacomo dove sorgeva un tempo un grande pergolato. È quello che ha organizzato ieri un gruppo di veneziani, grandi e piccoli, che si è riunito in mattinata davanti all’ex trattoria La Vida per un’assemblea cittadina. L’oggetto dell’incontro è stato il futuro dello spazio regionale di 250 metri quadrati, venduto a 911mila euro alla famiglia di Alberto Bastianello, soci fondatori di Pam e Panorama. Dai giorni scorsi il piano terra della struttura è stato occupato da alcuni cittadini che rimarranno fino a quando non sapranno se il Comune o lo Stato decideranno di esercitare il diritto di prelazione. Oltre a questa possibilità, sembra che ce ne possa essere un’altra emersa ieri nel corso dell’assemblea. Secondo il piano regolatore, l’immobile ha come destinazione d’uso quella di «musei, sedi espositive, biblioteche, archivi, attrezzature associative, sale di ritrovo».

«Se la destinazione d’uso è questa ma si vuole fare un’attività commerciale», ha spiegato Riccardo Bermani, uno dei cittadini che ha seguito dall’inizio la vicenda, «significa che qualcuno dovrebbe approvare un eventuale cambio di destinazione d’uso e quindi ci sarebbe ancora una possibilità di intervenire. Abbiamo dei legali che stanno seguendo, di loro volontà, quanto sta accadendo». È anche di questo che si è parlato ieri mattina, sottolineando come il Campo di San Giacomo sia ormai pieno di ristoranti e a breve anche di un albergo, ma privo di spazi pubblici per la cittadinanza: «Stiamo lasciando lo spazio vuoto proprio perché le persone siano libere di proporre quello che vogliono», ha detto Bermani, «Nel quartiere manca proprio uno spazio per i cittadini e lo dimostra il fatto che da quando è aperto i cittadini ci vengono spontaneamente. L’altro giorno era pieno di bambini per la maratona di lettura libri».

Dopo l’assemblea i cittadini hanno apparecchiato un grande tavolo e condiviso il cibo portato da casa. Polpettine, riso, pasta, verdure, dolci e tanta voglia di stare insieme e dare un segnale all’amministrazione. Nell’arco della giornata sono passate oltre 150 persone. «In un certo senso», ha aggiunto Bermani riassumendo quanto emerso dall’assemblea, «i cittadini aspettano una sorta di restituzione o risarcimento, dato che la città è un continuo trasformarsi in attività commerciali e alberghi». Tantissime famiglie con bambini, complice anche la bella giornata di sole che ha regalato un pomeriggio ricco di giochi in campo. In questi giorni sono nate spontaneamente una serie di iniziative culturali all’interno, come il cinema o il baratto.

Al centro del tavolo è stato messo un foglio da compilare con le proposte di singoli e associazioni: «Questa può essere l’occasione per ribaltare una certa mentalità», ha concluso Bermani, «Stiamo costruendo un archivio di ricordi, foto e interviste di cosa c’era qui, che si sta arricchendo giorno dopo giorno». Qualcuno si domanderà come mai la protesta arriva ora e non prima. Bermani ha spiegato che da oltre un anno lui e altre persone avevano instaurato un dialogo con l’assessorato alla cultura della Regione, diretto da Cristiano Corazzarin, e sembrava si andasse verso la realizzazione di progetti positivi. Poi, il 23 giugno, l’annuncio della vendita, la delusione dei cittadini e la richiesta al Comune e allo Stato di esercitare la prelazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA