«Ispettori ministeriali in Comune per controlli sull’uso delle risorse»

di Gianni Favarato

Giordano (Fp-Cgil) rivela l’esistenza di una indagine del dicastero dell’Economia oltre a quella in corso della Corte dei Conti sui soldi spesi da Ca’ Farsetti per il contratto siglato solo dalla Cisl

VENEZIA. In attesa del nuovo pronunciamento del giudice del Lavoro sulla legittimità del contratto decentrato per il personale del comune firmato dalla sola Cisl - e già bocciato da una prima sentenza del tutto ignorata dal sindaco, Luigi Brugnaro - si profila anche una possibile sanzione della Corte dei Conti che sta concludendo l’indagine aperta i nseguito all’esposto presentato dalla Cgil per il capitolo delle “idee vincenti” - costato 426 mila euro - inserito nel contratto decentrato malgrado il parere contrario di ben quattro dei cinque sindacati che rappresentano i dipendenti comunali.

Non ci sono ancora conferme ufficiali, ma stando a quanto dichiarato dal segretario generale della Fp-Cgil veneziana, Daniele Giordano, si sarebbe anche un’indagine in corso del ministero dell’Economia sulle risorse pubbliche destinate dal sindaco Brugnaro al contratto decentrato sottoscritto da una sola organizzazione sindacale, peraltro minoritaria in termini di iscritti.

«Non c’è solo l’indagine della Corte dei Conti», sottolinea Giordano, «ma dello stesso ministero dell’Economia che, a quanto ci risulta da fonti attendibili, avrebbe mandato nelle scorse settimane propri ispettori a Venezia per controlli in Comune sull’utilizzo delle risorse contrattuali per i dipendenti». «Ancora una volta», aggiunge Giordano, «dobbiamo constatare che il sindaco ha tagliato la produttività ai dipendenti, firmato il contratto con il sindacato che piace a lui e ora sta smantellando i servizi pubblici del Comune, raggirando i cittadini con la cantilena della meritocrazia che ormai sentiamo da due anni ma che lui è il primo a non applicare visti i risultati disastrosi del suo assessore al personale e ai servizi educativi». Per la Fp-Cgil Metropolitana, anche «la convocazione del tavolo sul telelavoro del prossimo 11 ottobre non è altro che l’ennesima provocazione di un sindaco che sin dall’inizio ha giudicato come privilegiati e nullafacenti i dipendenti del Comune e che farà moltissimi incontri con il sindacato che si è scelto e con il quale, per risparmiare costi alla collettività, consigliamo di fare i tavoli direttamente a casa sua». Giordano attacca il sindaco Brugnaro anche sulle sue ventilate nuove proposte ai dipendenti comunali per il ricorso al telelavoro, la “banca delle ferie” e l’istituzione di un “ welfare aziendale” per le spese mediche e di altro tipo dei dipendenti comunali.

«Non possiamo che giudicare provocatorie e offensive queste proposte», conclude Giordano. «L’amministrazione Brugnaro si è mangiata i 10 giorni di ferie che il personale educativo poteva usufruire durante l’anno scolastico per il proprio riposo psicofisico. Il telelavoro, poi, è già regolamentato dal 2015 e che la Giunta Brugnaro in questi anni non lo abbia mai favorito. Per quanto riguarda il welfare aziendale ricordo che è previsto dall’accordo nazionale siglato con il governo ma per ora non esiste una norma per attuarlo in modo chiaro negli enti locali per il personale. Ma, forse, il sindaco continua a pensare che il Comune di Venezia sia come la sua agenzia interinale in cui si possono beneficiare degli incentivi di legge, pagati dalla collettività, per la detassazione dello straordinario o per incentivi sotto forma di welfare, ma vorremmo fargli notare che non è così».

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