Mira mette un freno a chi si ispira a ideologie antidemocratiche

di Alessandro Abbadir

Mira. Votato in Consiglio comunale l’ordine del giorno che vincola la concessione di suolo e strutture

MIRA. Basta concessione di spazi comunali a organizzazioni neo fasciste, xenofobe e che veicolano messaggi razzisti e discriminatori. È l’ordine del giorno proposto dai consiglieri comunali Albino Pesce e Luciana Bobbo del gruppo “Articolo 1 Mdp” e approvato l’altra sera dal Consiglio comunale con i voti del centrosinistra, di M5S, “Mira in Comune” e “Mira Siamo Noi”. Si sono astenuti e i consiglieri della lista fucsia mentre ha dato il suo voto contrario Stefano Deppieri consigliere della Lega Nord.

«A distanza di 72 anni dalla Liberazione dal nazifascismo», spiegano Bobbo e Pesce, «assistiamo al preoccupante diffondersi di movimenti neofascisti, xenofobi e razzisti. Il rifiuto dello straniero, la chiusura delle frontiere mentali prima ancora che geografiche sono il segno di questi gravissimi fenomeni, alimentati dalle risposte populiste e dalla crisi economica. Ora ci sono i fascisti “del terzo millennio”, fascisti che non si dichiarano tali, ma in realtà lo sono anche se camuffati da associazioni culturali e sociali».

L’ordine del giorno approvato dal Consiglio Comunale di Mira è chiaro ed impegna la giunta e il sindaco: «adottare misure, principalmente di tipo regolamentare, che consentano di non autorizzare l’occupazione degli spazi pubblici, per conferenze, incontri e simili, alle organizzazioni ed associazioni che direttamente si richiamano all’ideologia, ai linguaggi e rituali fascisti, alla sua simbologia, e alla discriminazione razziale, etnica, religiosa o sessuale verificati a livello statutario (o che hanno ricevuto sentenze in giudicato che riconoscevano la natura fascista o razziale)». Si propone l’adozione di disposizioni che prevedano che sia rilasciata l’autorizzazione all’occupazione di suolo pubblico «solo previa sottoscrizione di una dichiarazione di rispetto dei principi della Costituzione, secondo cui “è vietata la riorganizzazione sotto qualsiasi forma del disciolto partito fascista”, il rispetto della legge 20 giugno 1952, n° 645, nota come Legge “Scelba” e della legge 25 giugno 1993, n° 205 nota come legge “Mancino”».

Sulla stessa linea dei proponenti, il sindaco Marco Dori: «L’ordine del giorno approvato dal consiglio è un segnale preciso dopo un’estate in cui i segnali di razzismo ed intolleranza nel nostro paese si sono moltiplicati».

Non la pensa così lo storico esponente della destra a Mira Enrico Carlotto e ora esponente di” Nova Mira” che annuncia ricorso al Tar. «Non ho mai messo in dubbio i periodi bui che hanno contraddistinto il ventennio fascista. Non ho mai messo in dubbio però neanche le atrocità perpetrate dai partigiani comunisti. Trovo, molto fascista invece la richiesta di precludere strutture e spazi pubblici a chiunque manifesti atteggiamenti razzisti o neo fascisti».