Università, Zaia si schiera con Ca’ Foscari e Iuav

Il governatore a fianco dei rettori contro il nuovo sistema di calcolo dei fondi «Non sono state premiate le eccellenze, favoriti gli atenei del centro-sud»

Anche il presidente della Regione Luca Zaia scende in campo per difendere le università venete - a cominciare da Ca’ Foscari e Iuav che, come già anticipato dal nostro giornale, si sono viste tagliare i fondi del finanziamento ordinario dal Ministero per i nuovi parametri introdotti che favoriscono le università del sud, eliminando criteri come l’internazionalizzazione e il rendimento degli studenti che vedono invece le nostre università primeggiare. Una distorsione già denunciata anche dal rettore di Ca’Foscari Michele Bugliesi e da quello dell’Iuav Alberto Ferlenga, che chiedono la modifica dei criteri dal prossimo anno.

«Cinque milioni in meno all’Università di Padova, quasi un milione e mezzo in meno a quella di Venezia», denuncia Zaia, «un milione e 700 mila tagliati a Verona, 500 mila allo Iuav. Abbiamo alcuni fra gli atenei più prestigiosi a livello internazionale, che ogni anno si classificano entro i primi cinque posti (spesso al primo) a livello nazionale per qualità e livello della ricerca, e il governo cosa fa? Invece di premiare queste eccellenze, le mortifica e dà più soldi a chi galleggia a metà o a fondo classifica: con la scusa che “stanno migliorando”, elargisce più fondi a una pletora di atenei del centro-sud. Ma quel che più odioso è che non taglia i fondi e basta. No, quel che risulta inaccettabile è che il taglio avviene proprio in quella “quota premiale” che deve (ma a questo punto dico dovrebbe) attestare l’eccellenza nella qualità del reclutamento e della ricerca».

Insiste il governatore del Veneto: «Il governo dice di non aver diminuito i fondi, ma in realtà ha attuato un drastico taglio mascherato rovesciando la piramide del merito: penalizzato chi sta in cima, premiato chi nelle classifiche della ricerca compare ai posti più bassi o non compare affatto. Il modello di finanziamento utilizzato include una quota base, un quota premiale e una quota di perequazione. La quota premiale valuta proprio la qualità delle ricerca (VQR) e qualità del reclutamento (ancora con VQR)».

Continua Zaia: «La valutazione è effettuata periodicamente dal’Anvur (l’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario ndr) È proprio su questa quota che, in modo che giudico insultante, è arrivata la sforbiciata del governo. Da quest’anno è stato introdotto un nuovo indicatore, che misura il miglioramento relativo delle perfomance dei vari atenei, introducendo un coefficiente territoriale a vantaggio delle università situate nel Centro e soprattutto nel Sud. Padova, Verona, Ca’ Foscari si sono sempre situate ai primi posti nella classifica dei rispettivi segmenti dimensionali. Tuttavia, sono state finanziariamente penalizzate in modo atroce a vantaggio di università che hanno performato sotto la media nelle Valutazioni della qualità della ricerca. Va bene aiutare chi deve migliorare, ma non si possono invertire i valori in questo modo: l’aiuto lo si dia in altro modo. Il taglio riguarda anche altre eccellenze universitarie del Nord, come Bologna, ma non odo proteste politiche salvo quelle dei poveri studenti, dei ricercatori, dei corpi docenti. Penalizziamo università che con la loro ricerca costituiscono uno dei principali fattori di competitività di un territorio. Per fortuna fra un mese l’aria comincerà a cambiare: Roma è avvisata».

Il riferimento è evidentemente al prossimo referendum sull’autonomia del Veneto, fissato per il 22 ottobre. (e. t.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA