Venezia, taglio dei fondi per Ca’ Foscari e Iuav

di Enrico Tantucci

Venezia. Bloccati i parametri dell’internazionalizzazione e del rendimento studentesco: agevolati gli atenei meridionali

Fondi atenei, rettore Ca' Foscari: ''Penalizzati i migliori per aiutare il Sud''

VENEZIA. Ca’ Foscari e Iuav migliorano le loro prestazioni - dall’internazionalizzazione, alle strutture didattiche, al numero degli iscritti ma il Ministero dell’Università le penalizza entrambe, tagliando ai due atenei il Fondo di finanziamento ordinario per il 2017. Un taglio di circa un milione 270 mila euro per Ca’ Foscari, con una diminuzione dei fondi dell’1,71 per cento. E un taglio di poco meno di 500 mila euro per l’Iuav, con un calo dell’1,66 per cento. Una penalizzazione - quella della ripartizione dei fondi ministeriali - che colpisce quasi tutte le università del Nord, comprese in Veneto Padova e Verona mentre “salva” gli atenei del sud che grazie alle nuove regole più flessibili per la ripartizione dei fondi e all’eliminazione di parametri “scomodi” per le università meridionali come appunto quello dell’internazionalizzazione, vedono invece crescere i loro contributi. Una differenza di trattamento dovuta anche al cambiamento dei parametri di valutazione che fa, pacatamente, “infuriare” di due rettori Michele Bugliesi di Ca’ Foscari e Alberto Ferlenga dell’Iuav che annunciano anche un “pressing” con gli altri rettori veneti nei confronti del Ministero e della Conferenza dei Rettori per chiedere la modifica dei nuovi criteri.



«Con questo nuovo sistema di ripartizione dei fondi non sono premiati gli atenei migliori» commenta il professor Bugliesi «e non a caso a vedere una riduzione delle risorse sono quasi tutte le università del nord. Dare più fondi al Sud è una scelta politica corretta, che però non dovrebbe avvenire a discapito delle grandi università in continua crescita come la nostra. Il nostro bilancio non è in discussione per questo taglio, ma potremmo fare meno di quanto ci eravamo prefissi. Nel 2016 il 7 per cento dei fondi erano ripartiti in base all’internazionalizzazione degli atenei e l’8 per cento in base alle prestazioni degli studenti. Ora questi parametri sono stati aboliti e questo penalizza università come noi e l’Iuav che sull’internazionalizzazione molto abbiamo puntato e stiamo migliorando, veniamo penalizzati. Per l’internazionalizzazione e la didattica lo scorso anno avevamo ricevuto 5 milioni di euro e ora, col nuovo riparto, ci fermiamo a 3,6 milioni. Non è giusto e non è così che si riequilibra il sistema universitario italiano, ci faremo sentire».

Sulla stessa linea anche il professor Ferlenga per lo Iuav. «Con questi criteri il Ministero fa dell’assistenzialismo a favore delle università del sud senza tenere conto dei meriti effettivi e dei miglioramenti» commenta Ferlenga «con il dichiarato intento di aiutare le università meridionali, alle quali è riconosciuto anche un bonus del 40 per cento sui criteri di crescita, negato alle università del nord. Noi sull’internazionalizzazione puntiamo moltissimo quest’anno avremo un 13 per cento in più di nuovi iscritti italiani e un 10 per cento in più di stranieri, ma i parametri che distribuivano risorse per queste voci sono stati aboliti quest’anno, proprio perché avrebbero messo in maggiore difficoltà gli atenei del sud. Vengono distribuite risorse con la cosiddetta «autonomia responsabile» che premia i miglioramenti interni degli atenei, mettendoli però tutti sullo stesso piano e senza tenere conto del loro livello precedente. Così non va e per questo credo che come atei veneti e del nord dovremo far sentire la nostra voce nei confronti di un sistema di parametri che rischia di indebolire le università che vanno meglio e si aprono all’esterno».