Minori in sala giochi: chiusa per 15 giorni

di Giovanni Cagnassi

Pugno di ferro della questura contro il "Ca' Rotonda" di Jesolo per prevenire la ludopatia tra i più giovani. Numerosi rapporti avevano accertato la mancanza di controlli all'ingresso

JESOLO. Facevano entrare tutti, adulti e minorenni. Peccato che si trattasse di una sala giochi, un esercizio in cui la presenza dei minori è vietata per legge, visti i tanti casi du ludopatia (cioè di dipendenza dal gioco) che hanno portato alla rovina di tante famiglie proprio nelle nostre zone.
Per questo venerdì mattina gli agenti della polizia di Stato e i carabinieri hanno chiuso la sala giochi “Ca’ Rotonda” di Jesolo, in via Domenico Modugno 65.
 
La chiusura è stata decisa dal questore Vito Danilo Gagliardi, che ha sospeso la licenza della sala per 15 giorni dopo i rapporti di polizia e carabinieri sul modo in cui la sala veniva gestita.
Per ben cinque volte, infatti, gli uomini delle forze dell’ordine hanno accertato che all’ingresso della sala giochi non veniva effettuato alcun controllo, permettendo cioè a chiunque di entrare, minorenni compresi.
 
Con la mancata vigilanza dei locali si violano le prescrizioni della legge, in particolare sulla tutela dei minori, ai quali è vietato l’accesso negli esercizi dedicati a sala gioco.
 
Simili modalità di gestione vanificano ogni tipo di attività di prevenzione e controllo ed incidono sulle qualità di affidabilità che il titolare di una autorizzazione di Pubblica sicurezza (come bar, ristoranti e sale giochi) deve costantemente dimostrare. 
 
I ripetuti e ravvicinati episodi hanno quindi convinto il questore, a tutela degli interessi dei minori, di sospendere la licenza.
Al provvedimento di sospensione dell’attività, notificato ai titolari dell’esercizio, potrebbe seguire la revoca della licenza qualora dovessero ripetersi episodi analoghi a quelli che hanno motivato l’emanazione del decreto.