«Una grande vittoria» Sognando il Re del Remo

di Vera Mantengoli

I cugini Vignotto: «Ce l’abbiamo fatta, ma non vogliamo pensare al super-titolo» Anna Mao e Romina Ardit al decimo successo: «Tante onde, non è stato facile»  

«Ce l’abbiamo fatta», commentano stremati Rudi e Igor Vignotto quando salgono sulla Machina per la premiazione. «Abbiamo iniziato nel 1991 quando volevamo sfidare il Ciaci, allora avevamo 21 e 22 anni. Oggi siamo entrati nella storia. Non sappiamo se prenderemo mai il titolo di Re del Remo, ora non ci vogliamo pensare». L’eccezionale vittoria dei Vignotto arriva nel tardo pomeriggio, con una luce da quadro di Canaletto e un pubblico in visibilio. Vicino ai campioni c’è Benito Vignotto detto Veleno, parente dei vincitori e storico partecipante della Regata Storica. Ogni anno in prima fila guarda i nipoti, ma ieri non ha parole per commentare la vittoria, bastano gli occhi che trattengono a stento le lacrime: «Sono sangue del mio sangue», dice appena con un filo di voce. «Sono dei cavalli di razza, quando vogano sembrano una sola persona, non hanno eguaglianza».

I due cugini di Sant’Erasmo danno del filo da torcere a tutti fin dall’inizio, ma prima di gridare alla vittoria si aspetta. «Rispetto alle altre gare questa volta eravamo molto nervosi», ha detto Igor, «quando vinci tante volte hai tutti contro, molti sperano che tu perda». Nelle mani tiene una scimmietta di peluche: «L’ho sempre portata con me» spiega, «me l’ha regalata mia figlia, è il mio portafortuna». Anche Rudi pensa alla sua famiglia. Il figlio Mattia con il compagno Filippo Bon ha conquistato il primo posto nella regata dei pupparini a due remi. La figlia Lara è entrata come riserva in coppia con la mamma, la campionessa Luisella Schiavon, per la regata su mascarete: «Sono contento», ha detto, «spero in futuro che mio figlio sia il mio proviere». Mattia ha dedicato la sua vittoria all’amico Marco Rossi, morto in laguna in un incidente in barca lo scorso aprile.

I campioni hanno vinto, ma per guadagnarsi il titolo di re del remo dovrebbero vincere cinque gare di fila, condizione che per ora non si è mai verificata. Lo hanno invece guadagnato e straconfermato le regine del remo Anna Mao e Romina Ardit che ieri hanno vinto per la decima volta, lasciando le avversarie molto indietro: «È stato molto faticoso come sempre», hanno detto arrivate sul podio. «C’erano tante onde e non è semplice trovare la concentrazione, ma insieme siamo forti e ce l’abbiamo fatta». Al secondo posto si sono piazzate due giovani promesse, Elena ed Elisa Costantini, buranelle e non parenti. Doppia soddisfazione per Elisa in quanto Maria 2017, come ricordava un pezzo di stoffa sulla mascareta rossa e la fascia sulla testa: «Sono molto felice», ha detto la ragazza, 19 anni appena compiuti, «perché ho potuto rappresentare anche Venezia. Ci siamo allenate sei giorni alla settimana, un’ora e mezza al giorno».

La categoria dei pupparini il prossimo anno potrebbe essere a rischio: «Vorrei dire ai più giovani di tenere duro e di non mollare perché è vero che è uno sport che richiede molti sacrifici, ma bisogna tenere duro». Per Burano quest’anno è una grande festa. Oltre alle Costantini Burano ha vinto anche nella regata delle Caorline con la rossa e l’equipaggio formato da Stefano Tagliapietra, Damiano Allegretto, Federico Busetto, Matteo Zane, Vittorio Selle e Vito Redolfi Tezzat. Festa anche per un’altra isola, Sant’Erasmo, grazie alla vittoria di Samuele Smerghetto e Alessandro Nardin al primo posto nella Regata delle Schie, i più piccoli. Tommaso Rosanna e Fabio Zane salgano al podio per la categoria Maciarele senior, mentre per le Maciarele junior Alberto Bortolan e Samuele Rinaldin di Meolo e Dosson: «Questa è un successo per Città Metropolitana», ha detto il sindaco Brugnaro, «perché dimostra che la voga appassiona anche in terraferma».

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