«Fuori dalla discoteca perché neri»

di Giovanni Cagnassi

Jesolo. Il titolare dell’hotel che ospita i tre ragazzi: vergogna, la città dovrebbe offrirgli una vacanza

JESOLO. Sono di Brescia, ma la loro pelle nera, sono originari del Burkina Faso, Africa, non è gradita. E per questo sono stati allontanati dalle più conosciute e frequentate discoteche di Jesolo. Poco importa se sono in Italia da oltre 15 anni, vivono e lavorano e vorrebbero crearsi qui una famiglia. Solo a fine nottata, quando hanno bussato la porta al Vanilla Club, in via Buonarroti, li hanno lasciati entrare. Ma ci sono volute ore di giri e corse in auto tra parcheggi e code di gente per sentirsi chiudere le porte in faccia: «Qui non potete entrare».

Ieri la vacanza jesolana è finita con l’amaro in bocca per questi tre ragazzi di Brescia, perfettamente integrati, operai, che erano ospiti all’hotel San Marco di Ferdinando Marinello, vicino a piazza Drago. Forse avevano la colpa di non essere famosi. «Solo al Vanilla non hanno fatto storie e siamo entrati», raccontano i tre amici, «ma prima abbiamo provato dappertutto e per noi nelle discoteche di Jesolo era vietato entrare e senza motivo. Non è bello essere discriminati così, davanti a tutti. Non lo auguriamo a nessuno. Eravamo ormai rassegnati, quando la serata è stata salvata e ringraziamo quel locale che non si è fatto alcun problema. Ma certo è stato triste. Noi non siamo nati in Italia, ma vogliamo bene a questo Paese e vorremmo non ci fossero più queste forme di razzismo».

Lo stesso titolare dell’hotel è indignato: «Sono brave persone», dice Ferdinando Marinello, che gestisce da anni un hotel per famiglie e giovani nel cuore del lido ed è abituato a una clientela molto varia, «io credo che la città e i gestori di quei locali che li hanno lasciati fuori dovrebbero scusarsi con questi ragazzi. Balotelli entra dappertutto mi pare. Loro che non sono altrettanto famosi e ricchi, ma gli somigliano molto nello stile e nell’abbigliamento eccentrico, no. Il sindaco di Jesolo a nome della città si dovrebbe scusare e invitarli qui in vacanza, come piccolo risarcimento».

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