San Stino piange Ivan l’amico è in fin di vita

Il terribile schianto in via Zoccat con la moto che è andata addosso al guardrail La madre di Gerbut, in vacanza in Ucraina, è tornata a casa. Attesa per il funerale

SAN STINO. È rientrata in Italia Ludmila, la madre di Ivan Gerbut, il ragazzo di 27 anni deceduto nell’incidente di moto avvenuto mercoledì alle 23 circa in via Zoccat, la strada che collega la Triestina al comprensorio della stazione ferroviaria. Come si sa erano in due in sella al mezzo. La donna avrebbe scelto la chiesa parrocchiale di San Stino per i funerali, che non possono essere ancor fissati. Restano molto critiche le condizioni dell’amico, P. A. , 26 anni, che sta lottando tra la vita e la morte all’ospedale dell’Angelo di Mestre. La moto è sotto sequestro. Il pubblico ministero della Procura di Pordenone Federico Facchin prende tempo: non ha infatti ancora concesso il nulla osta.

Molti sanstinesi stanno spendendo parole di cordoglio e solidarietà all’indirizzo di questa famiglia, segnata in modo indelebile dal destino. La mamma Ludmila, infatti, era arrivata a San Stino cinque anni fa per lavorare come assistente familiare in alcune abitazioni del posto, facendosi apprezzare per la sua generosità. Al lavoro di assistente si è unito, poco più tardi, pure il figlio Ivan, che si era adattato anche ad altri impieghi, come fattorino o camionista, suo attuale lavoro. Vivevano assieme, in una bella villetta di via Fratelli Kennedy, al civico 15. I problemi che avevano nella loro patria d’origine sembravano alle spalle. Dopo cinque anni di duro lavoro, giorno e notte per assistere gli anziani di San Stino, mamma Ludmila aveva organizzato un viaggio di ritorno in Ucraina, per trascorrere un periodo di vacanza. Un viaggio sognato e meritato, perché finalmente dopo molti sacrifici Ludmila e il figlio Ivan, avevano trovato una buona stabilità economica. Invece mercoledì è avvenuta la tragedia. Da come sono stati ritrovati i corpi esanimi a terra sembra che la moto Honda, di proprietà di Ivan, fosse guidata dall’amico più giovane, anche lui camionista e fermatosi proprio a San Stino per fare tappa in via Kennedy. Quel guardrail che doveva assicurare protezione, si è rivelato una vera e propria arma contro i giovani.

Infatti il casco che doveva proteggere Ivan si è rotto, e il 27enne è deceduto per un grave trauma cranico. L’amico che si trova ancora ricoverato in condizioni critiche ha rimediato l’amputazione del braccio, e la semi amputazione della gamba. Intanto la comunità di San Stino si è stretta attorno alla famiglia, e una cugina di Ivan ha voluto ringraziare pubblicamente i sanstinesi.

Rosario Padovano

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