Dopo il disastro, la reazione: da Cavallino a Jesolo spiagge pronte in una notte

di Giovanni Cagnassi e Francesco Macaluso

Gran lavoro per accogliere i turisti. Danni per decine di milioni

Zaia in elicottero sui luoghi del disastro

CAVALLINO TREPORTI. Un flagello dalla forza simile a quella di un tornado tropicale ha messo in ginocchio, in un pomeriggio, il litorale della costa veneziana e il Veneto Orientale. La reazione della popolazione, delle amministrazioni, della Protezione civile, dei volontari è stata immediata: ripristinata la viabilità in poche ore, riallestite le spiagge da Cavallino a Jesolo, tagliati centinaia di alberi.

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Il bilancio è appena iniziato, ma si parla di decine di milioni di danni solo sul litorale jesolano e di Cavallino Treporti, devastate con tutto l’entroterra. Intanto, dando prova di grande impegno e coesione, gli operatori e le forze dell’ordine con la Protezione civile hanno lavorato una notte intera. E oggi sarà tutto come prima: le spiagge sono già pronte ad accogliere i turisti. Cavallino Treporti è stata la zona più colpita con 30 feriti ricoverati a Jesolo e 15 a Venezia, già dimessi e, al Ca’ Foncello di Treviso, la ministra delle politiche sociali del Brandeburgo, rimasta ferita a causa della caduta di un albero sulla sua roulotte mentre si trovava al camping Mediterraneo a Cavallino-Treporti, ieri dichiarata fuori pericolo. I carabinieri, con il maresciallo Cosimo Sorice, hanno coordinato i soccorsi e svolto attività di antisciacallaggio: un grande lavoro di notte, con i vigili del fuoco e la Protezione civile. Novantasette sfollati sono stati sistemati al palazzetto dello sport. Ieri la viabilità era ancora problematica.

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Tutti al lavoro


Jesolo lido. Oltre 400 alberi caduti, 30 auto coinvolte nel crollo delle piante, decine di case e palazzi, addirittura grattacieli danneggiati e qualche struttura alberghiera. E poi gli stabilimenti balneari. La situazione si è via via normalizzata con l’incessante lavoro di centinaia di operatori e volontari della protezione civile, 37 uomini all’Associazione nazionale alpini, e della Città metropolitana.

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«È stata una giornata molto particolare», ha detto il sindaco di Jesolo, Valerio Zoggia, «la città è stata messa a dura prova. Si è attivata la macchina del pronto intervento del Comune e delle forze dell’ordine, che hanno tenuto la situazione sotto controllo anche sulle strade, dove erano caduti molti alberi. Tutti gli operatori che lavorano nel comparto dell’accoglienza e del turismo si sono rimboccate le maniche e hanno rimesso in ordine le loro strutture. Il mio pensiero va agli amministratori di altre aree regionali che hanno subìto danni ancora più gravi».

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La devastazione delle prime ore


Danni a San Donà. Rientrata l’emergenza dopo il nubifragio, si prosegue con il ripristino e la conta dei danni. Anche qui, un centinaio gli alberi caduti con una decina di auto danneggiate. Tra le ultime criticità, i danni alle linee elettriche, ripristinate all’alba di ieri. Previsti interventi straordinari di Veritas per la raccolta di ramaglie e la pulizia delle strade.

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Ospedali. Un lavoro enorme in poche ore per il personale dell’urgenza emergenza dell’Usl 4. Il bilancio è stato di 105 persone curate da traumi, fratture, ferite derivate dai danni del maltempo. Due i feriti gravi ricoverati: una 42enne moldava con un trauma cranico al capo, all’ospedale di Portogruaro, e un 40enne lombardo con trauma costale e vertebrale, in rianimazione all’ospedale di San Donà. Sul fronte danni a strutture e aree di proprietà dell’Usl 4, a Jesolo, San Donà, Portogruaro, Ceggia, i danni si aggirano sui 300 mila euro.

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Bonifica e agricoltura. La Cia, con il responsabile di zona Angelo Cancellier, ha chiesto lo stato di calamità alla Regione. Danni ingenti alle colture, mais e vigneti in particolare, serre, magazzini, strutture, stalle, allevamenti tra San Michele, il litorale e San Donà. Secondo il Consorzio di bonifica, non è stata tanto la pioggia, che ha raggiunto al massimo i 10-20 millimetri, a creare disagi, quanto le fortissime raffiche di vento che hanno superato i 110 km/h. I tecnici del Consorzio, a una prima approssimativa stima, parlano di danni per almeno 200 mila euro.

Per il momento si segnalano in particolare danni alle coperture degli impianti idrovori di Selvamaggiore e Bandoquerelle in comune di Concordia Sagittaria, Villa in Comune di Caorle, VI Bacino in comune di San Michele al Tagliamento, Cortellazzo in comune di Jesolo, Cittanova in comune di San Donà di Piave e Boccafossa in comune di Torre di Mosto.

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