«Il Comune blocchi i progetti obiettivo»

di Roberta De Rossi

I sindacati all’attacco: l’amministrazione non sta rispettando la sentenza, stop ai servizi straordinari e notturni dei vigili

Incandescente come il solleone di Lucifero: tra diffide e repliche, parte in salita la nuova trattativa d’agosto sul contratto integrativo dei 2800 comunali, dopo la condanna del Comune per comportamento antisindacale e il conseguente annullamento da parte del giudice del lavoro dell’accordo sui criteri per premiare economicamente la meritocrazia dei dipendenti, sottoscritto a fine aprile dall’amministrazione con la sola Cisl.

Oggetto del contendere, questioni di metodo (la data della nuova convocazione: in pieno agosto) e di merito (i progetti obiettivo annullati dal giudice, ma tuttora in vigore). Ricevuta la sentenza, l’amministrazione ha infatti chiamato a raccolta i sindacati per il 9, 10 e 18 agosto, per riprendere il confronto.

Tutto bene? Nom proprio.

La diffida. Ieri le segreterie di Cgil, Uil, Cobas, Csa, Diccap, Rsu hanno inviato all’assessore alle Risorse Umane Paolo Romor una doppia comunicazione: la disponibilità a ritrovarsi per le trattative solo a partire dal 21 agosto e la diffida ad applicare integralmente la sentenza del Tribunale, sospendendo immediatamente i progetti speciali. «Appena condannato, il Comune cosa fa? Riconvoca unilateralmente il tavolo, senza minimamente preoccuparsi di concordare almeno la data con i delegati sindacali. C’è chi è legittimamente in vacanza e chi è al lavoro e non può assentarsi: così non si va da nessuna parte», commenta Luca Lombardo, del Diccap, «tanto più che una data così ravvicinata ci impedisce di convocare in assemblea i dipendenti, che hanno già bocciato con il referendum l’intesa e che hanno diritto di dire la loro ora che il giudice del lavoro ha riconosciuto che avevamo ragione»

La replica. «Alcune sigle sindacali dimostrano ancora una volta di non avere reale propensione a collaborare in modo costruttivo per il bene dei lavoratori e dei cittadini. Pare chiaro che qualcuno non voglia rinunciare alle ferie», la replica serale dell’assessore Romor, che pure apre a una nuova convocazione: «Non avendo pregiudizi e per recuperare buone relazioni sindacali proporremo nuove date».

Merito: avanti sui progetti. Risolto il problema delle date, resta la domanda centrale: il Comune è disposto a modificare l’accordo? L’amministrazione è convinta di essere scivolata solo su un errore procedurale (la data del 27 aprile) ed è intenzionata a tenere il punto sulla sostanza, con i premi al personale che aderisce ai 7 progetti obiettivo e alle “idee vincenti” dei dipendenti. «Rimane immutato l’impegno dell’amministrazione di confermare l’investimento sui progetti, che consente di valorizzare nel merito e impegno dei dipendenti», fa sapere l’assessore Romor, «riprenderemo le trattative con il preciso mandato datoci ai cittadini di rendere più efficiente il Comune. Sia chiaro all’opinione pubblica che il giudice ha rilevato l’antisindacalità di un aspetto meramente procedurale, confermando la validità delle trattative precedenti al 27 aprile».

Tweet e retweet. Del resto, l’ultimo messaggio su Twitter dalle ferie del sindaco Brugnaro (che tornerà il 14 agosto) ha già chiuso a grandi modifiche: «Continueremo a credere nel merito e nei risultati. La linea non cambia, non si illuda il partito della conservazione dei privilegi». Tanto che nel frenetico mondo della “politica social” dove chi non twitta è perduto, la Rsu replica subito: «E noi porteremo questo tweet al giudice del lavoro». «Presenteremo un nuovo esposto alla Corte dei conti per spreco di danaro pubblico», incalza il segretario Cgil Fp, Daniele Giordano, «perché il Comune sta mantenendo i progetti annullati dal giudice, compresi i servizi notturni e festivi dei vigili: il Tribunale ha dichiarato illegittimo l’integrativo perché frutto di comportamento antisindacale. Vanno subito interrotti tutti i progetti sui quali l’amministrazione ha riversato 1,9 milioni. La trattativa dev’essere reale, non una finta convocazione sull’accordo con la Cisl. Siamo disponibili al riconoscimento del merito, ma su criteri oggettivi e non discrezionali».

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