Denuncia falsa violenza sessuale ragazza nei guai per calunnia

Dovrà rispondere davanti al giudice la turista danese che aveva accusato un connazionale di 17 anni Le indagini hanno rivelato che la giovane voleva solo nascondere una fuga d’amore al fidanzato

VENEZIA. Sospetta violenza sessuale, ma le indagini scagionano un giovane danese accusato da una connazionale che è stata in seguito denunciata per calunnia. L’episodio si è consumato all’interno di un camping del litorale veneziano, in una località turistica molto frequentata dai turisti di tutta Europa.

Il giovane, un 17enne danese in vacanza con la famiglia, è stato accusato da una connazionale di 23 anni di violenza sessuale raccontando ai carabinieri che l’episodio era avvenuto sulla spiaggia del camping. La mattina dopo, in compagnia di un’amica, la 23nne si è recata dai carabinieri di San Donà per denunciare di essere stata violentata.

I militari l’hanno indirizzata all’ospedale di San Donà per tutte le visite che in caso di violenze sessuali hanno il nosocomio di via Nazario Sauro come punto di riferimento per le visite e analisi. Il protocollo sanitario è scattato puntuale per tutti gli accertamenti fisici e psicologici. La ragazza è stata visitata dai ginecologi. Nessun segno di violenza, anche se è stato accertato un rapporto sessuale consumato la notte prima con avvenuta penetrazione. Il ragazzo è stato allora interrogato dai carabinieri che hanno informato il magistrato della Procura dei Minori competente per il territorio. Messo sotto torchio il minorenne è apparso sincero nel suo racconto, ben diverso da quello rappresentato dalla donna.

Il giovane ha raccontato che, prima di quel rapporto, era ancora vergine, che quella era la prima esperienza terminata nel giro di pochi minuti e con la ragazza del tutto consenziente. Si è scoperto che la 23enne danese, quella sera probabilmente alterata e su di giri, era in realtà fidanzata con il fratello dell’amica che l’aveva accompagnata dai carabinieri, che non aveva preso precauzioni e che aveva paura non solo di essere scoperta per il tradimento, ma anche di restare incita. Una volta accertati tutti questi particolari e informato il magistrato, la sospetta violenza sessuale si è tramutata in una denuncia per calunnia d’ufficio ai danni della donna.

Assieme all’amica, che le era stata vicino, aveva pensato di denunciare di essere stata violentata per giustificare la fuga d’amore mentre era anche preoccupata di essere rimasta incinta visto che entrambi non avevano preso precauzioni. Il ragazzino, in vacanza con papà e mamma, è potuto così ripartire verso casa mentre la 23enne dovrà rispondere ala denuncia per calunnia.

Giovanni Cagnassi

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