Altri 14 profughi a Portogruaro

di Rosario Padovano

Il sindaco scrive al prefetto: «Palazzine fatiscenti, luoghi insicuri». La relazione dell’Usl 4

PORTOGRUARO. Altri 14 richiedenti asilo sono arrivati ieri mattina nelle palazzine di via San Giacomo a Portogruaro. Secondo le relazioni tecnica e sanitaria gli stranieri trovano posto in quattro appartamenti agibili ma precari, per diversi motivi. In tutto dunque i richiedenti asilo ospitati nelle palazzine requisite dala prefetura sono a 28.

Sale la tensione, in vista della manifestazione in programma questa sera alle 21 e organizzata dalla Lega Nord. Incognita sulla presenza del sindaco. Per alcune personalità della sua maggioranza non parteciperà all’evento programmato due giorni fa. Fratelli d’Italia invece ha già fatto sapere, attraverso il presidente del Comitato di Salute Pubblica di Portogruaro Caterina Pinelli, che non prenderà parte alla camminata leghista

. Intanto il Comune ha reso noti, attraverso una nota, gli esiti delle relazioni tecniche degli addetti comunali e dei responsabili dell’Usl 4. I contenuti delle relazioni sono stati divulgati dopo un sopralluogo effettuato dal sindaco Senatore e da parte della giunta nel tardo pomeriggio di domenica. I tecnici comunali hanno scritto per quanto di loro competenza che “la dotazione degli impianti elettrico e termoidraulico è risultata precaria. L’impianto elettrico era manomesso in più punti, mancano i salvavita. Il riscaldamento è centralizzato, alcuni termosifoni sono stati tolti dalla sede originaria, l’acqua calda è assicurata da scaldaacqua elettrici, l’impianto a gas va verificato. Per potere essere riutilizzato il fabbricato deve essere sottoposto a manutenzione. Devono poi essere messi in sicurezza gli intonaci dei terrazzini esterni, che in alcuni punti sono crollati. L’accesso ai piani alti non è utilizzabile. Dovrà essere preparato il sistema fognario per lo scarico dei reflui”. Solo la palazzina centrale è utilizzabile, non quella a nord e quella a sud. Sono fatiscenti e insicure. Almeno 8 stranieri vivono in ciascuno degli appartamenti. Appartengono a varie nazionalità: Ghana, Gambia, Senegal, Benin, Guinea Konacri; e hanno un’età compresa tra i 19 e i 30 anni. Obiettivamente vivono in condizioni molto difficili. Nella relazione sanitaria si scrive. “Gli alloggi potranno ospitare 7 persone ciascuno, nell’ipotesi di un loro utilizzo come dormitorio, cioè utilizzando le cucine esistenti come refettorio, i soggiorni come camere e i pasti forniti da una ditta esterna”. «Ho provveduto a comunicare al prefetto», ha scritto nella nota il sindaco Senatore, «il contenuto della relazione dei tecnici per chiedere quante persone possono essere ospitate negli appartamenti. L’amministrazione comunale ribadisce che per utilizzare gli alloggi devono essere rispettate tutte le prescrizioni che prevede la normativa italiana. Non c’è poi alcun sistema di illuminazione, le alberature sono mal tenute, l’area è completamente buia. Abbiamo richiesto che vengano valutate le caratteristiche di idoneità dei cancelli di accesso che non appaiono adeguati».

Pubblicando le relazioni il sindaco Senatore ribadisce il concetto di netta contrarietà della giunta a ospitare gli immigrati in quelle palazzine.

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