Stop alle panchine Le opposizioni contro il vicesindaco 

di Giovanni Cagnassi

San Donà. Forcolin all’attacco: «Trevisiol imita la Lega Nord» Critiche anche dalla Babbo: «Non si affronta così la sicurezza»

SAN DONÀ. Via le panchine su cui dormivano i barboni, la giunta sceglie la linea dura e le opposizioni accusano: «La giunta Cereser di centrosinistra vuole sorpassare a destra la Lega».

Il vice governatore del Veneto, Gianluca Forcolin, ironizza sulla decisione a sorpresa: «Fa sorridere che a pochi mesi dal voto e dopo i continui fallimenti di questa giunta in termini di sicurezza oggi si cerchi addirittura di scimmiottare la politica dello sceriffo Gentilini. Credo che il vice Trevisiol meriti la stella di latta e che gli accostamenti siano del tutto fuori luogo, visto che la Treviso lasciata dal Genty era un modello per il Nordest e non certo la cittadina lasciata al degrado che oggi i sandonatesi si trovano a vivere».

Anna Maria Babbo di Scegli Civica rincara la dose. «È noto, oramai, che coerenza di pensiero, di posizioni e di pratica politica non siano di casa nell’amministrazione dal momento che il vicesindaco e la giunta», dice, «in primis il sindaco, si smentiscono ogni volta che uno dei due interviene. Inquietante che di fronte ad un caso di emergenza sociale, come quella dei senza-tetto, il vicesindaco faccia togliere le panchine di un parco. Non si affronta il problema togliendolo dalla vista. Un gesto, quello dell’assessore alla sicurezza Trevisiol che ci permette una riflessione politica. Va detto con forza che l’amministrazione ha sempre negato, ovvero il problema della sicurezza in città. La sicurezza quella vera, quella basata sui furti, sullo spaccio di stupefacenti, sulle risse cercando di zittire le voci di chi sosteneva il contrario, addirittura sottraendosi a un Consiglio comunale proprio sul tema della sicurezza, affermando che si stava facendo una politica del terrore. Allora cosa fa? Interviene sulle politiche escludenti e repressive, togliendo le panchine ai senzatetto! Il significato politico e culturale è che si dichiara guerra alla marginalità con il fine di nasconderla sotto il tappeto, per risolvere il problema dei senza-tetto, invece di implementare politiche sociali più incisive, si segue la strada dannosa del decoro urbano».

«Sono ormai quattro anni”, conclude, «che, nonostante programmi elettorali nominalmente dalla parte dei segmenti più deboli della società, questa amministrazione di centrosinistra, che porta la bandiera Pd, ha in realtà accettato tutti i comportamenti poco propensi all’integrazione che il vicesindaco pone in atto e che, invece, allargano lo spettro a tutti i settori della diversità sociale considerata deviante».

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