Pescherecci in massa a Venezia  protesta contro l’impianto gpl 

di Elisabetta B. Anzoletti

Chioggia. Tutte le categorie economiche hanno accolto la proposta di Boscolo del Cogevo Saranno coinvolti Zaia e il prefetto Boffi: «Dovranno aiutarci nella nostra battaglia legale»

CHIOGGIA. Pescherecci e categorie economiche a Venezia per chiedere aiuto nella battaglia contro il deposito gpl. Le proteste di piazza del comitato No Gpl continueranno, ma si alzerà il tiro nella speranza di trovare udienza fuori Chioggia, coinvolgendo il presidente del Veneto Luca Zaia e il prefetto di Venezia Carlo Boffi. Prima Venezia, e se necessario, dopo anche a Roma, al Ministero dello sviluppo economico. Così è stato deciso ieri durante l’incontro tra amministrazione comunale, comitato e categorie del mondo della pesca. All’incontro sono state invitate tutte le sigle ittiche (Nuovi orizzonti, Federpesca, Federcoopesca, Cogevo, Legacoopesca) e i singoli pescatori, ma la risposta non è stata così massiccia così si pensava creando anche una certa delusione negli organizzatori.

«Evidentemente c’è ancora da lavorare», osserva Barbara Penzo del comitato, «dobbiamo continuare a fare informazione perché l’obiettivo è che nella battaglia sia coinvolta tutta la città. Non è la battaglia di un comitato o di un partito, è la battaglia per il nostro futuro». I pochi pescatori presenti (Elio Dall’Acqua per Federpesca, Michele Boscolo per Cogevo, e mezza dozzina di singoli) hanno spiegato che la categoria è fortemente preoccupata per le ricadute dell’impianto.

«Una volta l’ingresso del porto era aperto a 180 gradi», spiega un pescatore, «ora è aperto solo per 45, già esistono pericoli per l’ingresso delle navi mercantili, figurarsi quando entreranno le gasiere, scortate da un rimorchiatore in testa e uno in coda. Inutile fare paragoni con altri porti, magari a vocazione industriale, in nessun porto d’Italia è previsto un impianto di questo genere a 300 metri dalle case».

Malgrado la presenza esigua, i pescatori hanno lanciato idee per nuovi possibili proteste, promettendo di coinvolgere gli associati. «Occorre uscire dal contesto di Chioggia», spiega Michele Boscolo del Cogevo, «andiamo a Venezia, lì qualsiasi protesta ha una risonanza diversa. Andiamo con le barche e organizziamo pullman, dobbiamo essere in tanti e pretendere che il presidente Zaia e il prefetto ci ricevano. Non solo pescatori, ma anche le sigle del turismo, dell’agricoltura e del commercio. Devono vedere in modo chiaro che è una città intera che si muove per contrastare l’impianto». L’idea di Boscolo ha subito trovato sponda nel comitato e nell’amministrazione. «Proveremo con Venezia e dopo con Roma se non basta», rilancia il vicesindaco Marco Veronese, «stiamo battendo tutte le nostre. Ho appena inviato due lettere, a Zaia e al sindaco metropolitano Brugnaro, perché credo che non possano più esimersi dal prendere posizione contro l’impianto e magari darci una mano nelle battaglie legali».

©RIPRODUZIONE RISERVATA