Caorle, un drone salvavita sulle spiagge 

di Rosario Padovano

Domani la presentazione del nuovo servizio che consentirà di trasportare in volo un defibrillatore in caso di infarto 

CAORLE. Un drone salvavita per i bagnanti in spiaggia colti da arresto cardiaco. Volerà sul cielo di Caorle per trasportare un defibrillatore. La spiaggia di Levante sarà la prima a dotarsi di un “ambulance drone”. L’Usl 4 meterà infatti a disposzione drone ribattezzato “Apollo 4”, adibito al trasporto della speciale macchina salvavita che va adoperata solo in casi di arresto cardiaco. A comandarlo saranno gli operatori di salvataggio della Caorle Spiaggia- Consorzio Arenili Caorle. In queste settimane i bagnini sono stati addestrati a utilizzare sia il defibrillatore che a comandare il drone. Il servizio verrà presentato domani alle 12 all’altezza della White Oasis, in Lungomare Trieste, nella zona di Falconera. Interverranno alla cerimonia il governatore del Veneto Luca Zaia, il direttore generale dell’Usl 4 Carlo Bramezza, il sindaco di Luciano Striuli, i capo dipartimento Area Critica e di Medicina specialistica dell’Uls 4 dell’Usl 4, Fabio Toffoletto e Francesco Di Pede.

Un servizio unico in Italia. La base di partenza del drone è collocata al chiosco 5L. In nessuna spiaggia italiana esiste un servizio così innovativo. Proprio Bramezza quasi un mese fa, in occasione della riapertura del rinnovato Pronto soccorso di Bibione, aveva fatto intendere parlando di una »possibile sorpresa per l’estate sulle nostre spiagge».

Come funziona. I bagnini saranno dotati di un telecomando. Il meccanismo di funzionamento dell’attrezzatura è solamente dal punto di vista teorico semplice. L’Enac ha fornito l’autorizzazione in una forma sperimentale della durata di un anno. Per adoperare il drone col defibrillatore non servono patentini, al momento, ma è necessario aver partecipato ai corsi. E il personale della Caorle Spiaggia, che lo utilizzerà, è stato adeguatamente formato.

Un fenomeno in crescita. L’utilizzo dei droni per servizi sanitari è un’assoluta novità nel territorio. Molte persone si stanno appassionando a questi congegni. Claudio Canella, padovano, è un imprenditore attivo in questo campo ed è attualmente vicepresidente dell’Associazione Italiana Droni, organismo che opera nell’ambito di Confindustria- Servizi tecnici innovativi. «Per utilizzare un drone è necessario ottenere un patentino in uno dei due centri di addestramento presenti in Italia». spiega Canella, «uno si trova a Padova ed è gestito personalmente da me. L’altro ha sede a Potenza, in Basilicata». Anche le forze dell’ordine si stanno formando sempre più per adoperare questi congegni che stanno cambiando il modo di intendere la mobilità.

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