Crollano gli stipendi dei comunali

di Mitia Chiarin

Il calo è superiore alla media nazionale ed è diminuito anche il personale. Nel 2015 il calo è stato di tremila euro

Buste paga sempre più leggere per i dipendenti comunali. A Venezia come nel resto d’Italia. Mentre a Venezia continua lo scontro tra sindacati e amministrazione comunale sul contratto decentrato, la Funzione Pubblica della Cgil nazionale punta i riflettori sul lavoro dei dipendenti comunali. Maestre, polizia locale, amministrativi hanno visto un calo del salario tra il 2010 e il 2014 di circa il 2,5% che significa stipendi che hanno perso in quattro anni qualcosa come 740 euro.

L’analisi è stata condotta sui dati del Conto annuale dello Stato tra le città capoluogo di regione. Il rapporto mostra anche come negli ultimi anni l’occupazione si è ridotta: calo del 8,5%, ovvero circa 8.400 in meno a livello nazionale. Dai dati dei 17 comuni capoluogo esaminati il segno meno si spalma su tutte le voci della busta paga. Il salario accessorio, in particolare, è calato del 15,6 per cento. Venezia dai conteggi 2010-2014 risulta tra le città con stipendi medi complessivi più alti al pari di Firenze e sopra Milano e Roma, per fare qualche esempio. 24 mila 435 euro nel 2010, scesi a poco più di 24 mila nel 2014. In quattro anni le buste paga dei comunali veneziani hanno perso quasi 900 euro.

Ma dalla FP Cgil veneziana arriva subito una doverosa precisazione rispetto a quei dati, di tre anni: «I dati dell’indagine nazionale elaborata dalla Fp Cgil evidenziano come i lavoratori del Comune di Venezia siano passati da una situazione in cui percepivano uno dei salari complessivi più alti d’Italia ad una situazione che li sta gradualmente portando in fondo alla classifica», avverte Daniele Giordano Segretario Generale Fp Cgil.

La differenza, visti i dati 2015, balza all’occhio. Gli occupati tra 2010 e 2014 si sono ridotti di 38 unità a Venezia, ma tra 2010 e 2015 il calo è di 204 unità. Sul fronte dello stipendio in cinque anni si sono persi 474,90 euro di stipendio medio; poco più di 62 euro di straordinari; 2.506,12 euro in meno di salario accessorio e una differenza di poco più di 3 mila euro complessivi su una retribuzione media che è scesa a 23.960,84 euro contro gli oltre 24 mila conteggiati nel periodo 2010-2014.

«È bene evidenziare come la differenza sia determinata dal salario accessorio medio che viene corrisposto ai lavoratori, che a Venezia è passato dai circa ottomila euro del 2010 ai 5.550 del 2015 per arrivare all’azzeramento, a causo dello sforamento del patto di stabilità nel 2016. Questi tagli si sommano anche al fatto che, come tutti i loro colleghi, i lavoratori del Comune di Venezia aspettano dal 2009 il rinnovo del contratto nazionale di lavoro», spiega Daniele Giordano della Fp Cgil veneziana. E dal sindacato ricordano che la riduzione del salario accessorio ai comunali si traduce anche in minori prestazioni e servizi ai cittadini in particolari nel settore culturale ed educativo. Da qui ovviamente anche la critica al contratto decentrato definito da Comune e discusso solo con la Cisl e bocciato dal referendum dei comunali».

Per il segretario nazionale della Fp Cgil, Federico Bozzanca, i dati diffusi sono la cartina di tornasole delle «scelte precise delle amministrazioni comunali che hanno risparmiato sulla spesa di personale, così come della entrata a gamba tesa delle ispezioni del Mef che hanno violato l'autonomia negoziale, nell'ambito della contrattazione integrativa. Se non ci fosse stato l'intervento delle organizzazioni sindacali a tutela dei lavoratori la riduzione sarebbe stata ben peggiore».

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