Referendum in città, al voto 2.885 lavoratori

di Gianni Favarato

Venezia. Aperti 27 seggi per tre giorni. Rsu e sindacati (Cisl esclusa): l’accordo decentrato va cancellato

Venezia. Oggi e il primo dei tre giorni di voto nei 27 seggi autogestiti dai lavoratori per il referendum sul contratto integrativo decentrato dei comunali firmato da una sola (la Cisl) delle cinque organizzazioni sindacali che rappresentano i dipendenti dell'amministrazione comunale.

«Il sindaco Luigi Brugnaro – hanno spiegato i delegati della Rsu – ha bollato come illegittimo un referendum che secondo lui è stato indetto dai delegati sindacali che in comune rappresentano quattro gatti. Ma ora rischia non solo un plebiscito contro la sua decisione di siglare il contratto decentrato con un'unica organizzazione sindacale che rappresenta solo il 5 per cento dei lavoratori, ma anche una pesante sconfitta politica e un nuovo contenzioso in sede legale per comportamento antisindacale dopo quello già perso contro il capo dei vigili urbani, Marco Agostini, che ha indebitamente sostituito al lavoro gli ispettori del Casinò di Venezia in sciopero».

Tre giorni di voto. Il referendum è stato indetto dalla rappresentanza sindacale unitaria (con 29 voti a favore e solo 2 voti contrari dei delegati della Fp-Cisl) dei comunali e ha il totale appoggio delle segreterie veneziane dei sindacati Fp-Cgil, Csa, Diccap, Cobas, Uil-Fpl, ma non della Fp-Cisl. Al voto sono chiamati 2.885 lavoratori che dovranno mettendo una croce sul sì o sul no alla domanda: «Approvi il contratto decentrato integrativo (accordo giuridico ed accordo economico) sottoscritto dall'amministrazione comunale di Venezia e dall’organizzazione sindacale Cisl-Fp in data 3 maggio scorso?». Al voto sono chiamati tutti i lavoratori dei vari comparti che comprendono, oltre agli uffici comunali di centro storico e terraferma, anche le municipalità, gli asili nido e scuole per l’infanzia. I seggi aperti sono 27 ma due di questi (a Ca’ Farsetti a Venezia e alla Carbonifera a Mestre) non hanno ancora avuto l’autorizzazione e nel caso saranno allestiti all’esterno.

Le accuse al sindaco. Nella conferenza stampa tenutasi ieri mattina in via Ca’ Marcello, i quattro sindacati (Fp-Cgil, Csa, Diccap, Cobas, Uil-Fple) e la Rsu hanno definito «vergognoso» il comportamento del sindaco che sta mettendo in ridicolo una città palcoscenico del mondo come Venezia, dimostrando di essere inaffidabile e di non essere in grado di mantenere la promessa di rendere più efficiente la macchina comunale». Nella conferenza stampa i referendari hanno spiegato che «la chiamata al voto consultivo di un referendum e un atto di democrazia sindacale che responsabilizza tutti i lavoratori che non si oppongono al contratto decentrato in via di principio ma solo a quello voluto da Brugnaro che già è stato condannato in Tribunale del Lavoro di Venezia per comportamento antisindacale e dovrà affrontare ben 1.136 ricorsi sulla metodologia adottata da Brugnaro per valutare la produttività dei lavoratori attraverso il ridicolo e ingiusto meccanismo delle idee vincenti per il quale ora dovrà rispondere ai giudici della Corte dei Conti».

I si e i no dei referendari. «Abbiamo organizzato questo referendum non perché non vogliamo il contratto» è stato detto ancora ieri « bensì perchè non vogliano un contratto, come quello firmato solo dalla Cisl che premia la produttività distribuendo con strumenti illegittimi e clientelari 1.900.000 euro per progetti che programmano lo straordinario e pagano lavoratori a cottimo, obbligandoli anche a rinunciare a diritti fondamentali, a penalizzazioni e umiliazioni e monetizza il rischio per la salute degli Insegnanti spostati come pacchi postali da una scuola all'altra. Noi vogliamo, invece: un nuovo negoziato per definire un nuovo contratto che destini risorse ad una vera produttività organizzativa, un sistema di relazioni sindacali corrette e un contratto integrativo che valorizzi davvero la produttività dei lavoratori comunali a beneficio di tutti i cittadini veneziani».

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